Illustre presidente Mattarella,

Illustre presidente Mattarella,

senfrlei pensa davvero che, ormai giunti al via libera per le coppie contro natura, gli italiani siano disposti ad accettare spudorati accoppiamenti clandestini, come quello recente tra il nostro Presidente del Consiglio e uno dei rappresentanti più sfacciati della plutocrazia esoterica del pianeta?

Cosa dobbiamo aspettarci ancora? Cos’altro sta per apparire sulla scena di questo Paese agonizzante, ad opera delle fulgide menti neoliberiste, costantemente e alacremente impegnate a edificare rivoluzioni improbabili, perché l’essere umano, autodeterminandosi, riscopra la sua vera natura ermafrodita?

Che cosa aveva da dire di tanto urgente e riservato Gentiloni, capo di governo designato dai potentati finanziari a perpetrare la spoliazione del nostro Paese, a George Soros finanziatore dell’invasione africana d’Italia?

Cosa è venuto a ricordare il filantropo della società aperta (ad ogni abominio), nell’epoca dei mercanti di migranti, al nostro capo di governo? Forse che sono sempre possibili nuove forme di speculazione finanziaria che devastino il nostro Paese ancor più di quanto non fu da lui fatto, all’epoca del suo predecessore Ciampi, nel caso non siamo allineati adeguatamente alle regole del Grande Fratello?

C’è bisogno di un cambiamento autentico, Presidente. C’è bisogno che il Paese riscopra il merito e che chi lo rappresenta al massimo livello istituzionale denunci con forza la vergogna dell’occultamento mediatico delle istanze migliori, come nel caso della visita ad Harvard del giovane vice presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio.

Ciò che avete ascoltato è uno dei più interessanti e sensati tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica (…) nuovi politici e nuovi candidati capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce”. ARCHON FUNG (Professor of Democracy and Citizenship ad Harvard).

Molto bravo e maturo, dopo vent’anni di cazzari preoccupati solo di sembrare di successo (e, peggio, convinti che il successo sia l’unico valore), finalmente un discorso politico, in cui si fanno proposte e si ammettono le difficoltà che si incontreranno, il tutto esposto con competenza e una pacatezza ormai inconsueta in Italia”. FRANCESCO ERSPAMER  (Prof. Italiano ad Harvard)

Questo hanno detto di lui, nel silenzio tombale dei mezzi di comunicazione, perversamente incaprettati nel nostro Paese!

Mi rifiuto di credere, Presidente, che lei, massimo garante della nostra Costituzione Repubblicana, si riconosca in un quadro di così elevata scelleratezza, al punto di non sentirsi in dovere di intervenire e pronunciare parole di condanna di un tanto grave e grottescamente ridicolo degrado civile e morale del Paese!

E’ tempo di farla finita con i perbenismi di facciata, di ipocrita tolleranza, signor Presidente! E’ tempo di scelte coraggiose, sgombrando il campo dai macabri equivoci di una male intesa globalizzazione a danno delle nazioni, perché queste ritrovino il senso alto della propria unità nel rispetto della propria storia e tradizione.

Viva l’Italia, signor Presidente

Adriano Colafrancesco