“Una roba assolutamente normale!”

Lo scampolo di grande televiSIONe offerto da La7 con il terzo grado a

Carlo De Benedetti, da Lilli Gruberberg

resterà negli annali della storia del nostro giornalismo. Solo l’inqualificabile “provincialismo” degli italiani non permette di comprendere la normalità delle frequentazioni di un grande imprenditore, naturalizzato in svizzera e laureato in legge honoris causa, in una università americana del Connecticut, con tutti i potenti d’Italia e del mondo, di tutte le epoche e in tutte le congiunture domestiche e internazionali.

 Cossiga, Andreotti, Craxi, Berlusconi, Prodi, D’Alema, Clinton, Bush (padre), Shroeder, Helmut Kohl, Giscard D’Estaing, Chirac, Mitterand, Sarkozy e la Thatcher e Blair…… scagli la prima pietra chi non è mai stato invitato a cena a casa di uno di loro o non l’ha avuto ospite a casa sua!

Una roba assolutamente normale!”  Di che ti meravigli …. pezzente d’un provinciale che altro non sei!!! PASSAPAROLA. Che aspetti!?i

Passaparonlio

Caro astensionista,

nessun popolo occidentale è stato abusato dalla mala politica come quello italiano. È incredibile la quantità di scandali e disastri accumulati dalle classi dirigenti negli ultimi decenni. Un tradimento doloroso e continuo. Invece di aiutare i cittadini a risolvere i problemi, la politica in Italia è sempre stata il problema più grave. Sono quindi del tutto comprensibili le alte percentuali di astensionismo. Un ladro bugiardo, rosso o nero che sia, sempre quello rimane e non ha senso scegliere da chi farsi derubare o prendere in giro. Meglio girare le spalle come estrema reazione di difesa e di offesa. Gli astensionisti che hanno perso fiducia nella democrazia sono difficilmente recuperabili, bisognerà sperare nei loro figli. Ma per coloro che hanno perso solo fiducia nella politica, nei partiti, si presenta una occasione storica il 4 marzo. Per la prima volta dopo decenni si è aperta una reale finestra di cambiamento. Dopo decenni in cui nelle urne ci propinavano finte alternative o partiti pseudo innovatori ma senza nessuna possibilità di vincere, oggi il Movimento 5 Stelle potrebbe farcela. Una grande occasione per cambiare davvero. Il Movimento è tante cose ma prima tutto è una rivoluzione culturale. Questo gli astensionisti lo devono capire. Il Movimento si propone di cambiare il modo in cui si fa politica: basta coi professionisti del malaffare, basta coi cartelli elettorali di qualche lobby o barone, basta con le paturnie egoarche di qualche mediocre, basta all’arroganza dei poteri occulti criminali, basta con patetici rigurgiti ideologici, del resto la loro occasione l’hanno avuta e l’hanno sprecata, è tempo che i cittadini traditi facciano da soli entrando nelle istituzioni, è tempo che i cittadini abusati si rimbocchino le maniche. Il cuore del problema astensionista è la credibilità e le parole non servono a nulla. Non servono più. Per questo il Movimento ha fatto l’unica cosa possibile: i fatti. Ha deciso che siano i portavoce a fare dei sacrifici concreti in prima persona ad esempio tagliandosi gli stipendi e rinunciando ai rimborsi elettorali e coloro che hanno già fatto due mandati stanno tornando a casa. I portavoce a 5 Stelle hanno introdotto standard di trasparenza, di legalità, di comportamento nelle istituzioni che erano sconosciuti al marciume politico italiano e che dovranno divenire patrimonio collettivo. Onestà, trasparenza, disinteresse, ricambio, coerenza verso gli elettori, politica come servizio verso gli altri, sono valori fondanti di una democrazia moderna, sono cultura di fondo, sono le basi comuni su cui poi sviluppare le diverse idee. La priorità di oggi é risanare la democrazia, solo dopo potremo ricominciare a svolazzare coi distinguo. La priorità di oggi è ripulire le istituzioni, liberarci dalla corruzione, dalle caste, dalla politica come business, dai conflitti d’interesse, dalle criminalità, dalla prigionia di stampa, dall’arrivismo spregiudicato e da tutte quelle storture che ci inchiodano in questo sempiterno letamaio. Il Movimento mira quindi a risanare le ragioni profonde per cui milioni di cittadini hanno deciso di astenersi. Questo va capito, questo va spiegato. Il 4 marzo non si sceglie tra partiti e coalizioni, non si sceglie tra i soliti leader di cartone, ma si sceglie tra passato e futuro, tra vecchio e nuovo, tra coloro che hanno deturpato l’Italia e cittadini che non si vogliono rassegnare e si mettono a disposizione per ricostruire la nostra democrazia.

Tommaso Merlo

Passaparonlio

 

O Roma o Forte

Per chi avesse ancora dubbi sul fatto che viviamo in un paese in cui la politica è semplicemente una tragicomica sceneggiata, con le sedicenti “destra” e “sinistra” spacciate per alternative, quando sono, in realtà, un unico spolverino double face, buono per tutte le stagioni, l’adulazione servile dei mezzi di informazione (*) per la figura, tanto opaca quanto arrogante, dell’ultimo presidente francese, creato nei laboratori del governo occulto del mondo, dovrebbe essere più che sufficiente.

Se così non fosse, potremmo narrarvelo in prosa

Al trombone Giuliano sul Foglio,

fa da eco Giuliva trombetta.

“Senza lui questo stato è un imbroglio”,

si lamenta il panzuto forchetta

“Questo è un fusto, davvero non sbaglio”

su Rai 3 la “compagna” s’affretta!

Tutt’e due spergiurando alla morte

“a noi manca, davver, l’uomo forte!”

….e se ancora davver non credete, …. non ci resta che dirvelo in rete:

Buon passaparola a tutti

Italia Arlecchino: servi di tutti i padroni

L’Italia entra in un periodo elettorale e vorrei sottolineare quanto sono stato contento di lavorare con Gentiloni, la sua azione in Italia, in Europa, con la presidenza del G7 e al Consiglio di sicurezza dell’Onu ha consentito di avviare una nuova dinamica. Spetterà al popolo italiano esprimersi, ma consentitemi di dire che l’Ue ha avuto molta fortuna ad avere Gentiloni in questi ultimi mesi. Il mio auguro è che potremo continuare il lavoro che abbiamo cominciato” Emmanuel Macronthschild

Purtroppo, la maschera che meglio esprime il carattere nazionale è quella di Arlecchino, l’infido servitore senza livrea, o meglio con un costume rattoppato di mille colori, reso celebre da Carlo Goldoni in tante commedie. L’Arlecchino contemporaneo ha superato quello della commedia dell’arte: servo di due padroni l’antico, al servizio di qualsiasi signore l’attuale. E’ cronaca recente l’abbraccio tra Gentiloni e Macron.

“O patria mia, vedo le mura e gli archi. E le colonne e i simulacri e l’erme torri degli avi nostri. Ma la gloria non vedo……ahi, serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”

Leggi tutto, medita e passaparola

Nuovo TG3 RAGGIonale

Per potenziare la pluriennale attività di propaganda di regime e denigrazione dell’avversario, in vista delle ormai imminenti elezioni del 4 marzo, all’Istituto Rai Luce hanno addirittura concepito il nuovo format del

grazie al quale non passa giorno che i romani e gli italiani del Lazio tutti, non vengano edotti scrupolosamente sulle buche, la spazzatura, il dissesto dei trasporti nella capitale – solo per citare alcuni dei misfatti più gravi – frutti evidenti della inaffidabilità della giunta pentastellata, incapace persino nella gestione degli addobbi natalizi.

Forse nostalgica delle “buone pratiche” all’epoca delle precedenti amministrazioni –  in ATAC, per fare un esempio, amici e parenti di politici a rimpinguare l’organico di impiegati mentre servivano autisti e operai, sistema di doppia bigliettazione in cui erano coinvolti vertici aziendali, truffa dei pneumatici usati comprati come nuovi, “cubiste” assunte come amministrative per gli acquisti di pezzi di ricambio del valore di 5 euro, pagati 20 volte tanto, ecc – e  più ancora delle festose cene di sindaci e ministri (panzoni e Panzironi, Carminati e buzziconi, sponsor selezionati dal fior fiore della “bellavita organizzata” della Magliana) questa teppaglia, abusiva del servizio pubblico televisivo, non si rende conto fino in fondo della propria bassezza e volgarità.

“Siamo orgogliosi della Rai. Ha educato intere generazioni, ora deve essere un grande soggetto che porta per la mano l’Italia”. Così diceva qualche mese fa, verosimilmente equivocando sulla parte anatomica a cui si riferiva, l’inqualificabile bulletto di Rignano che ha incaprettato, nel senso malavitoso del termine, il servizio pubblico televisivo del nostro paese, come neanche al suo padre putativo di Arcore era riuscito di fare.

Per sua disgrazia (e per nostra fortuna), però, per capire come va il mondo, non mancano fonti alternative. Leggi qui, medita e, soprattutto, passaparola, se non vuoi dargli RAGGIone!.

Quelli che “la disoccupazione è tornata ai livelli del 77”

Quelli che “la disoccupazione è tornata ai livelli del 77” (*)

Il Secolo d’Italia, ma anche il sito di SEL (trovate le differenze), ma anche l’Unione Sarda, ma anche l’AGI, ma anche Milano Finanza, ma anche tanti altri, hanno diffuso pochi giorni fa la notizia secondo la quale in Italia la disoccupazione sarebbe tornata ai livelli del 1977. Questo a seguito della pubblicazione degli ultimi dati Istat, che indicano come in agosto il tasso di disoccupazione sia arrivato al 12,1%. Sembra quindi di capire (questo almeno suggeriscono i titoli) che nel 1977 la disoccupazione fosse al 12%. Ora, il grafico del tasso di disoccupazione in Italia dal 1960 ad oggi è qui (tutti i dettagli sulle fonti statistiche li trovate qui):

C’è però un problemino. È abbastanza evidente come nel 1977 la disoccupazione fosse ben lontana dal 12%: il dato annuale si attestò attorno al 7% (cinque punti in meno di quanto hanno detto o suggerito praticamente tutte le testate italiane).

Caso vuole che in questo periodo del semestre debba parlare nel mio corso dei fallimenti del mercato, fra i quali si annovera la disoccupazione. E così, quando ho mostrato questo grafico in classe, i miei studenti non ci potevano credere: “Ma come! Ma negli anni ’70 la disoccupazione non era a due cifre!? Ma se le cose stanno così, bisogna scrivere ai giornali, bisogna chiedere di rettificare…”.

Benedetti ragazzi! Quanta foga! In fondo, cos’è successo? Una bazzecola, una banalità. Il cronista di turno ha sbagliato preposizione: avrebbe dovuto dire “ai massimi dal 1977”, e invece, ooooops!, gli è scappato un “ai massimi del 1977”. Un peccato veniale, non trovate?

No. Io personalmente non lo trovo tale, e per un motivo molto semplice. Perché, pur non supponendo un’intenzionalità in chi ha commesso questo errore, pur nell’assoluta certezza della sua buona fede e della sua coscienza professionale, devo riconoscere che questo errore si inquadra in un processo molto pericoloso: quello di riscrittura della storia economica italiana in termini totalmente menzogneri e ideologicamente orientati. È esattamente il Bispensiero di Orwell in azione: “Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”.

Ai giovani che eventualmente mi leggessero, faccio notare che chi controlla il presente, oggi, usa i mezzi di informazione appunto per controllare il passato, cioè per riscriverlo, e questo gli serve a controllare il futuro. In che modo? Semplice: cercando in tutti i modi di darvi l’idea che quando l’Italia aveva un minimo di autonomia monetaria, e quindi fiscale, le condizioni di vita dei suoi abitanti fossero disastrose (disoccupazione a due cifre, impoverimento generalizzato delle classi meno abbienti, ecc.).

Quello che vogliono suggerirvi, in questo modo, è che in fondo vi convenga, cari giovani, rassegnarvi a un futuro nel quale l’Italia sia ancora meno arbitra del proprio destino – che poi, se siete giovani, in effetti sarebbe il vostro. Insomma, vogliono inculcarvi subliminalmente l’idea che il popolo italiano debba cedere definitivamente la propria sovranità, l’idea che l’euro abbia sì dei problemi (solo un cialtrone potrebbe negarli oggi), ma che in fondo quando ne eravamo privi si stesse peggio. Vogliono cioè convincervi che se oggi soffriamo una crisi economica senza precedenti, la colpa non è di una cosa che prima non c’era (appunto, l’euro), ma nostra: perché siamo corrotti e inadeguati. E quindi, prosegue il ragionamento, se mai riprendessimo in mano il nostro destino, non potremmo che fare disastri, come negli anni ’70 (dei quali, quindi, occorre dare una rappresentazione a tinte il più possibile fosche).

Ma chi vuole raccontare questa storia, per privarvi del vostro futuro e della democrazia, un problemino ce l’ha, e avete capito qual è: deve mentirvi. Nel 1977 la disoccupazione era al 7% e non al 12%, e i motivi li sa chiunque abbia passato un triennio di economia.

Cari giovani e non, procurarsi i dati e imparare a leggerli è una grande seccatura. L’alternativa è una vita da schiavi. E chi sono io per dirvi cosa scegliere? Fate voi. Per quel che riguarda me, avrò sempre grosse difficoltà a convincermi della bontà di argomenti che devono essere sostenuti ricorrendo alla menzogna. Gli esempi in questo blog non sono mancati, e certo non mancheranno.

(*) fonte nonfake blogspot

Intervento di Jim Caviezel al convegno Student Leadership Summit 18

Intervento di Jim Caviezel al convegno Student Leadership Summit 18, promosso dall’organizzazione FOCUS, The Fellowship of Catholic University Students *

La star de La passione di Cristo, che ha al proprio attivo numerosi altri film e produzioni televisive, è comparso a sorpresa mercoledì sera, 3 gennaio, al convegno SLS18, lo Student Leadership Summit 2018, promosso dall’organizzazione FOCUS, The Fellowship of Catholic University Students. L’attore ha iniziato l’intervento con un riferimento al film, di prossima uscita, Paul, Apostle of Christspiegando come le sue esperienze sui set cinematografici gli abbiano insegnato che per essere grandi agli occhi di Dio si deve anzitutto farsi piccoli e accettarLo integralmente, consentendoGli di guidarci. Queste le sue parole:

I cattolici devono essere pronti a rischiare la vita e la reputazione per sconfiggere il male nel mondo. Solo attraverso la fede e la sapienza di Gesù potremo essere salvati ma ci vorranno anche persone pronte a combattere, a sacrificarsi e a soffrire. Il più grande peccato del secolo XX è stato l’indifferenza, e lo è ancora nel XXI. Quest’indifferenza, questa tolleranza devastante del male, dobbiamo scrollarcela di dosso. Ma solo la nostra fede e la sapienza di Cristo possono salvarci. Tuttavia c’è bisogno di guerrieri pronti a mettere a repentaglio la propria reputazione, il proprio nome, persino le nostre stesse vite, per difendere la verità. Distinguetevi da questa generazione corrotta! Siate santi. Non siete stati creati per conformarvi. Siete nati per distinguervi ed emergere. Alcuni tra voi, proprio in questo istante, potrebbero sentirsi infelici, confusi, incerti sul futuro o feriti. Non è questo il tempo per fare marcia indietro o per cedere. Mentre ero lì, sulla croce, ho compreso che la Sua sofferenza è stata la nostra redenzione. Ricordate che un servo non è più grande del suo padrone.

 Ognuno di noi deve portare la propria croce. La nostra fede e le nostre libertà hanno un prezzo, che la resurrezione, e quindi la nostra salvezza, non è gratis. Alcuni di noi, lo sapete, abbracciano un cristianesimo posticcio, dove tutto è melenso – io lo chiamo “la religione di Gesù-giocondo” – e gloria. Ragazzi, ci sono stati un bel po’ di dolore e di sofferenza… prima della resurrezione. E il vostro cammino non sarà differente. Perciò abbracciate la vostra croce e correte verso i vostri obiettivi. L’avere interpretato Cristo mi ha segnato spiritualmente! Voglio vedervi uscire allo scoperto in questo mondo pagano. Voglio che abbiate il coraggio di entrare in questo mondo pagano esprimendo senza complessi la vostra fede in pubblico. Il mondo ha bisogno di guerrieri valorosi, animati dalla fede.

Guerrieri come san Paolo e come san Luca che hanno rischiato il proprio nome e la propria reputazione per diffondere nel mondo la propria fede e il proprio amore per Gesù. Dio chiama ognuno di noi a fare cose grandi. Questa è la libertà che io auspico per voi: la libertà dal peccato, dalle debolezze, da questa schiavitù cui il peccato ci costringe. Questa è libertà per cui vale la pena morire. Tutti gli uomini muoiono. Non tutti però vivono veramente. Tu, tu e tu, dobbiamo tutti combattere per questa libertà e vivere, amici miei. Per Dio, dobbiamo vivere avendo lo Spirito Santo come scudo e Cristo come spada. Che possiate unirvi a san Michele e a tutti gli angeli per rimandare Lucifero e i suoi accoliti all’inferno, là dove debbono restare!”

 

La specificità del PD

Carissima e carissimo,

lo sapevate che è il secondo inverno che il governo fa passare all’addiaccio ai terremotati, a forza di ritardi e promesse mancate, e che su 3666 casette richieste nelle quattro regioni colpite dal sisma sono 1871 quelle consegnate e sono già piene di scarafaggi e di topi per l’umidità, gli spifferi e la criminale incuria del loro montaggio?

Qualcuno vi ha già informato che per le sole opere di fondazione e delle urbanizzazioni sono stati spesi 1.738.413,53 euro, quasi 250 mila euro a casetta a Villa di Mezzo Bolognola (5 da 40 mq, una da 60 mq e una da 80 mq), ai quali vanno aggiunti i costi delle casette prefabbricate (1100 euro al metro quadrato) per un costo totale di oltre 6.200 euro al metro quadrato (cifra con cui si può trovare un appartamento in piazza San Marco a Venezia)?

Ve l’hanno mai detto che chi ha progettato le casette – destinate a posti sui 1500 metri, dove d’inverno gela – ha avuto la geniale idea di posizionare i boiler per l’acqua calda sul tetto, che ovviamente esplodono quando la temperatura scende sottozero?

Ve lo ricordate quel Vito Giuseppe Giustino, 65enne “imprenditore” di Altamura (Bari), presidente del Cda dla società cooperativa l’Internazionale, intercettato mentre se la rideva con un altro “imprenditore” suo pari, tal Francesco Piscicelli, al pensiero delle commesse lucrose che stavano per aggiudicarsi col terremoto? Col Piscicelli che diceva: “io ridevo stamattina alle tre e mezza”?

 

Ebbene: anche il Giustino è lì a spartirsi il ricco piatto delle casette, perché la sua cooperativa “Internazionale” è una delle 200 coop rosse riunite nel mega-consorzio CNS (Consorzio Nazionale Servizi), il cartello di Legacoop creatoprima del terremoto” per accaparrarsi presso la Consip (gestita dal PD) tutto il miliardo e 188 milioni di euro per le casette, senza lasciarne niente agli altri. Al prezzo di 1075 al metro quadro, che supera il valore di tutti i tipi di edifici nuovi e in muratura nella zona”, come riporta anche un’inchiesta di Fabrizio Gatti per L’Espresso.

 

Davvero non sapevate tutte queste belle cose? E che ci andate a fare alle urne il 4 marzo se non conoscete bene la specificità del PD?

Leggete, leggete e, ovviamente…. passateparola! Grazie

 

Boicotta SEAT

Papà dice preservativo, mamma dice pillola, io dico libertà

 

 

SEATanico non trovi?! Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine e non ci facciamo neanche più caso. Cosa c’entrino gli anticoncezionali e i preservativi nella pubblicità di un’automobile è impossibile comprenderlo. A meno che non ci si voglia svegliare, una volta per tutte, e guardare bene in faccia la realtà in cui ci stanno pian piano immergendo.

Il libertinaggio e la banalizzazione del sesso, sono cavalli di battaglia di un malinteso progressismo bigotto che sta imponendo volutamente comportamenti di massa che, in quanto tali, non possono che venire valutati per quel che sono: segni evidenti di una crisi di civiltà.

Bada bene: è’ in ballo non una questione di mode, costumi o stili di vita. Molto di più: è in gioco la qualità delle nostre vite e, più ancora, il senso ultimo della nostra dimensione esistenziale.

Svegliati, prima che sia troppo tardi e comincia da subito: boicotta SEAT e passaparola

Buon 2018, Virginia

Buon 2018, Virginia,

avanti così! Non ti devi preoccupare. Tu rispondi ai romani, non, come loro, ai mandanti della mistificazione giornalistica! Sono loro che dovranno un giorno spiegare laccanimento “quotidiano”

nei tuoi confronti, dopo anni di distrazioni – complici e fraudolente – sul “carminatismo buzzolato della politica capitolina”. E, bada bene, non è agli italiani che dovranno spiegarlo, ma a sé stessi e alla propria coscienza!!

Il passo dalla poltrona di direttori delle principali testate giornalistiche romane al caltagirone dei benedetti dal principe della menzogna è breve! Più di quanto loro stessi possano immaginare!!

Avanti così, buon 2018, ….  non passeranno!