LGBT: Leggi Gentilmente Bene Tutto (e passaparola)

In Italia la democrazia è virtualmente scomparsa. Il Wall Street Journal, che non è un giornale radicale, si è posto la domanda di come le democrazie europee siano quasi del tutto collassate e ha sottolineato che, a prescindere dal tipo di governo al potere, di destra o di sinistra, seguono sempre le medesime politiche. Questo perché le politiche vengono decise da banchieri o da burocrati che non vengono eletti, o da funzionari che stanno a Bruxelles. Ciò che sta accadendo è che c’è il tentativo sistematico di distruggere lo stato assistenzialista che è stato ed è il fondamento dell’Europa e della civiltà europea, soprattutto nel periodo del secondo dopoguerra”.

A parlare così non è un qualunque complottista dietrologo e qualunquista ma, in pubblico convegno, Noam Chomsky, uno degli intellettuali americani più conosciuti al mondo, professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo.

Il tutto, ovviamente, scientificamente occultato dai media di regime, sempre più zelanti nelle cronache che riguardano l’emancipazione dell’umanità attraverso il superamento dell’identità sessuale nei suoi generi maschile e femminile – promossa col contributo economico e politico delle potenti lobby d’occidente – e sempre più reticenti quando si tratta di cronache, riconducibili allo stesso tema, ma di inquietante attualità satanica.

giulio-golia-con-squartatore-e-la-bellissima-trans

Molto spazio, persino nei tiggì, all’attualità neolinguistica sugli adattamenti più opportuni per le cariche al femminile di prefetti e questori – questora, questrice, prefetta o prefettrice…. qui sta il problema! – zero carbonella su quello che sta accadendo al mondo, da tutti i punti di vista: climatici ma, prima ancora e soprattutto, esistenziali.

Una classe politica asservita ai poteri mondialisti, insulsa e ipocrita, spadroneggia arrogante, senza risparmiarci falsi moralismi, sulle nostre teste. Si vergognano di parlarne pubblicamente perché sanno bene in quali rischi incorrerebbero, ma non si fanno scrupolo di legiferare con la buona scuola, vere e proprie mostruosità che vogliono imporci, dichiarandole esplicitamente su un apposito sito.

Leggere per credere: “I sostenitori della teoria gender distinguono tra sesso e genere. Il primo è il sesso con il quale nasciamo, il secondo è quello che diventiamo. Il sesso è un dato biologico e naturale, il genere un dato psicologico e socio-culturale. In tale prospettiva, la differenza tra uomini e donne, l’essere maschio e femmina non è un dato oggettivo e reale ma è un prodotto della cultura e della costruzione sociale dei ruoli” (www.osservatoriogender.it)

Il passo verso una popolazione di automi o di individui geneticamente modificati è in atto e noi siamo ormai troppo disinteressati e narcotizzati anche solo per scandalizzarci. Coloro che invece proveranno a osteggiare questo processo verranno fermati dalla psicopolizia che presto potrà vantare delle leggi per reprimere anche solo il pensiero non allineato col sistema. Questo avverrà se l’apatia delle nostre menti non verrà scalzata dal senso di urgenza che ci pone davanti a un bivio: continuare ad essere umani o abdicare alla nostra essenza. Se glielo permetteremo, il benessere che il mondialismo ci offre, ci strapperà tutto ciò che contraddistingue la nostra natura umana: la famiglia, l’amore coniugale, la cura dei figli, la filosofia, l’arte, il libero arbitri” *.

Svegliati e passaparola, altrimenti saranno loro a passare…. sulle nostre teste!

 

* da Unisex – Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta – Arianna editrice

Il tempo delle Meraviglie

Che Gesù di Nazaret dovesse patire l’umiliazione di una seconda crocifissione al palo della Lap Dance di Arcore, con il capo sfregiato dalle spine della Sacra Corona Unita, è semplicemente mostruoso.

Recepisco con immenso entusiasmo l’affido gestionale del dipartimento afferente ai rapporti del Partito e del Movimento Giovanile con le realtà cattoliche e religiose……..ho da sempre sperimentato una certa simpatia per i fondamenti culturali sottesi agli orientamenti di Forza Italia, la cui visione liberalconservatrice risulta essere sicuramente l’orientamento teorico e pratico più affine ai valori etici e culturali cristiani…..”

Sic, senza imbarazzi e senza vergogna, tal Zullo, neo responsabile del Dipartimento Rapporti con il Mondo Cattolico e Religioso di FI, onorato di far parte di cotanta squadra.

Perché meravigliarsi?! Nulla è ormai impossibile nel Paese in mano al governo delle meraviglie

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Un Paese il cui capo di governo, quando parla, stenta molto a guardare dritto negli occhi chi gli sta davanti …….. !

Un Paese che affida il governo delle più alte responsabilità della Sanità e dell’Istruzione a ministre senza titoli, al di là di stentati diplomi, poco al di sopra della scuola dell’obbligo, molto al di sotto della formazione universitaria.

Un Paese sfrontatamente derubato, ad opera e con l’utilizzo di imprenditori-marionetta (spesso riconoscibili dalle vistose e ben marcate pezze al culo), delle aziende strategiche, di vitale funzionalità per il decoro della nazione e la salute pubblica: Montedison, grandi banche, autostrade, Telecom, Alitalia…….

Un Paese in cui il principale partito di governo – il PD – è responsabile di fatto di tutte le privatizzazioni forzate o volontarie, con la vendita di beni comuni, talvolta per un tozzo di pane (oggi è forte il rischio, con la scusa della siccità, di assalto alle aziende dell’acqua pubblica) sempre a vantaggio dei propri amici italiani o stranieri.

Un Paese che conta meno di nulla sul piano internazionale, grottescamente offeso e umiliato dall’ultimo ma(cro)nufatto di MasSioneria imposto all’Europa, per una Europa comunitaria che esiste solo in disegni che la vorrebbero imporre fasulla e snaturata dei valori dei popoli che l’hanno storicamente costituita.

Un Paese in cui la politica si rinnova col rilancio di Mara Carfagna ad opera di una mummia riesumata dal sarcofago della più bieca e retriva storia recente, che, un giorno sì e l’altro pure, propone Draghi, Marchionni e mostri vari, tutti meticolosamente selezionati nella galleria degli orrori di un post modernismo democrofago.

Un Paese in balia di flussi migratori incontrollati dalla legge ma ben coordinati dalla delinquenza organizzata e, quel che è peggio, indotti col fine subdolo dello spappolamento del tessuto sociale, attraverso la cattiva gestione dei necessari processi di integrazione.

Noi siamo davvero tutto questo: un vero, sorprendente Paese delle Meraviglie.

E in tutto questo non ci facciamo mancare nulla: persino l’imposizione – complice l’immondo servilismo mediatico che pervade viscido il mondo dell’informazione – di processi di degenerazione sociale, spacciati per avanguardie progressiste, che fanno a pezzi principi e valori di puro buonsenso, a dispetto persino di madre natura, con la quale si vorrebbe scendere a patti in improbabili conciliaboli internazionali per la difesa di un ambiente che diventa sempre più ostile e gravido di miasmi di una civiltà umana in lenta ed inesorabile dissoluzione.

Solo in un quadro di lettura così tragico è possibile capire che cosa stia realmente accadendo al Bel Paese: siamo un popolo privato di autentica sovranità, costretto agli oli della Tunisia e al Parmesan farcito di segatura degli Stati Uniti, martoriato da tentativi reiterati di scassinamento nei suoi fondamenti costituzionali, ad opera di incompetenti burattini in malafede, occultamente pilotati a distanza.

Di che ti meravigli? Ti pare che abbia esagerato? Io non lo credo affatto!

E ricordalo bene: “il tempo delle Meraviglie è sempre” …..almeno finché non ti svegli!!!

PASSAPAROLA

Lettera di Virginia Raggi ai romani

Care cittadine e cari cittadini di Roma,

vi scrivo a un anno dall’inizio del mandato per rafforzare quel filo diretto che è la base da cui siamo partiti per cambiare in meglio la nostra città. Un anno fa abbiamo iniziato un cammino insieme che sapevamo sarebbe stato pieno di ostacoli e difficoltà ma anche ricco di opportunità di crescita e cambiamento. È una sfida complessa che vinceremo.

Ci stiamo mettendo alle spalle

mafia-capdale

 

e le trappole che ha lasciato per disegnare una città moderna, soprattutto più vicina ai suoi abitanti. Siamo all’inizio di una sfida lunga cinque anni. Inutile elencare i problemi che abbiamo ereditato perché sono gli stessi che tutti i cittadini verificano con mano da anni: un sistema dei trasporti che, passo dopo passo, stiamo provando a liberare dai debiti per renderlo efficiente; una gestione dei rifiuti che, con il Piano Materiali Post Consumo, abbiamo cominciato a cambiare; il decoro cittadino. Li conoscevamo e li stiamo affrontando con un’azione di programmazione di medio e lungo periodo.

Quest’anno abbiamo posto le basi per questa rivoluzione. E si vedono i primi segnali di un cambio di rotta, nonostante le resistenze di chi si oppone al cambiamento e di coloro che, dopo essere stati causa di molti dei problemi degli ultimi 20 anni, propongono di rimanere immobili. Abbiamo messo in strada quasi 200 mezzi di trasporto pubblico in più rispetto ai 950 che abbiamo trovato, arrivando a superate quota 1100. È solo l’inizio. Così come abbiamo dotato di telecamere per la sicurezza circa 500 autobus. In autunno si uniranno finalmente le linea A e C della metropolitana presso la stazione San Giovanni. Sono segnali importanti per la città.

Abbiamo dotato l’Ama di mezzi nuovi per la raccolta dei rifiuti, avviato il reperimento di personale per la manutenzione del verde pubblico, attivato nuove isole ecologiche e la raccolta porta a porta per le utenze non domestiche in alcuni municipi. Sono tante le iniziative, come il recupero delle spiagge di Ostia. Abbiamo migliorato il progetto dello stadio di Tor di Valle: meno cemento, più verde, messa in sicurezza del quartiere di Decima, potenziamento della linea ferroviaria Roma-Lido, unificazione della via del Mare con la via Ostiense fino al Gra. Un progetto che farà crescere l’occupazione e il Pil della città. Tutti devono unirsi lungo questo percorso di rilancio della città, mettendo da parte barriere ideologiche e pregiudizi. Noi lo stiamo facendo, allargando il progetto “Fabbrica Roma” a sindacati, imprenditori, mondo della ricerca, università, alle altre Istituzioni e tutta la società civile.

Ci sono risultati che passano in sordina ma costituiscono una rivoluzione rispetto al passato. Una foresta che cresce non fa rumore. Roma ha approvato per la prima volta, dopo decenni, il proprio bilancio preventivo a gennaio: prima di tutte le altre grandi città italiane e molto prima rispetto alle amministrazioni precedenti. Ne vado fiera perché, oltre a determinare un premio in termini di fondi governativi per la città, Roma torna così a programmare e fare bandi di gara. Dovrebbe essere la normalità; per la nostra città rappresenta il ripristino della legalità. Grazie alla programmazione non si danno lavori in affidamento diretto con il pretesto dell’emergenza, quelli spesso finiti nelle inchieste sulla corruzione. Non si ruba più, non era scontato. È finito il tempo delle commesse agli amici degli amici. E gli effetti positivi si vedono già. Per la manutenzione delle strade è stato necessario attendere l’esito delle gare ma finalmente i lavori sono realizzati a regola d’arte perché c’è un contratto da rispettare. Ci hanno lasciato le strade con le buche, noi le ripariamo facendo gare regolari. E c’è un piano pluriennale per la manutenzione, cosa che prima non veniva fatta.

C’è chi dice che l’onestà non basta. Invece paga, perché si traduce in risparmi per le casse del Comune e servizi migliori per tutti. L’onestà è la base dalla quale partire. Gli ostacoli e le sorprese non mancano. Cito, su tutti, i numerosi atti di vandalismo ai danni dei mezzi del Servizio Giardini proprio nel momento in cui è impegnato nella cura di parchi e verde attrezzato. Guarda caso uno dei settori su cui Mafia Capitale aveva puntato le sue mire. Stiamo cambiando una mentalità radicatasi nel tempo. È un lavoro poco appariscente ma necessario. La spesa annua per gli incarichi esterni della nostra Giunta è circa un quarto rispetto ai 12 milioni di euro del 2012 e quasi la metà rispetto ai 5,6 milioni del 2014.
Abbiamo trovato una città ferma, una macchina amministrativa stremata dalle tristi vicende giudiziarie, tanta rassegnazione. Tuttavia, allo stesso tempo, posso affermare con altrettanta certezza che questa amministrazione dà ogni giorno il massimo per portare nuove energie. E abbiamo trovato anche molte persone che aspettavano un’opportunità di riscatto, pronte ad impegnarsi. Tutti i giorni al termine del lavoro quotidiano faccio un breve bilancio. Ci domandiamo se abbiamo fatto tutto il possibile: certamente, non abbiamo lasciato nulla di intentato. Non c’è dubbio che la strada da fare sia lunga e in salita. Ci sono stati ostacoli imprevisti e ce ne saranno. Ma allo stesso tempo non c’è dubbio che abbiamo messo la parola fine ad un sistema corrotto che per anni ha “mangiato” i soldi delle nostre tasse per avvantaggiare pochi e ha fornito servizi sempre più scadenti e non all’altezza di una grande capitale. Un sistema che non vuole il cambiamento.

Le potenzialità di Roma sono sotto i nostri occhi, in particolare quando visitiamo altri Paesi: una città pulita, decorosa, che funzioni e accolga bene, moderna è possibile. È reale. E quella possibilità di riscatto dobbiamo darla a Roma perché la merita. I nostri figli la meritano. Abbiamo negli occhi un futuro che a poche migliaia di chilometri da qui è già presente. Nei nostri cuori la speranza e nelle nostre mani la possibilità di costruirlo. È un cammino che dobbiamo fare insieme. Ringrazio già da ora tutti i romani di ogni provenienza, passione politica. Io e la mia squadra, assessori e consiglieri, continueremo questo compito con il massimo impegno perché fare qualcosa per la propria città e per la propria comunità è un onore.

Italia Mostra

 

italia-mostraLa storia d’Italia, dal dopo guerra a oggi, è caratterizzata da un unico tragico filo conduttore, costellato di eventi solo apparentemente disgiunti tra loro. Da Portella della Ginestra alle stragi più recenti, passando per non poche vittime illustri – Mattei, Pasolini, Moro e chi più ne ha più ne metta – è un continuo susseguirsi di vicende accomunate da una costante inequivoca e  incontrovertibile: sono tutte storie con punti interrogativi gravi che non hanno mai avuto risposta e sospetti più che ragionevoli di inquietanti ingerenze esterne. La ragione di quelli che potremmo chiamare, ribattezzando il nostro inno nazionale,  “sfracelli d’Italia”

https://www.youtube.com/watch?v=bI5kuJQzMbA

è semplice: l’Italia, come diceva il “venerabile Gelli”

https://www.youtube.com/watch?v=oKARRcHjLxs

ha un posizionamento geo-politico molto più rilevante di quello che si possa immaginare. ”Molo importantissimo del mediterraneo” come si avvicendano a dire da sempre i nostri politici, è in verità molto più che un semplice polo logistico per scambi internazionali. E’ avamposto strategico in ottica di presidio tattico, militare e politico su scala internazionale e per questo di altissima appetibilità. Se non si parte da questo quadro di riferimento, tutto risulta vano rispetto ai fini della comprensione autentica della nostra storia contemporanea.

In questo quadro si inserisce e va letta una delle più gravi responsabilità imputabili al soggetto pubblico che, per definizione, dovrebbe concorrere con attributi di chiarezza, completezza e correttezza, al servizio della società civile: il sistema dell’informazione ed in particolare il servizio pubblico televisivo, la Rai Radio Televisione Italiana, ente a ciò preposto e sostenuto per questa ragione con soldi dei contribuenti.

Due espressioni, tra loro agli antipodi, rendono bene la natura del problema affrontato in queste video-pagine:

  • “Considero il giornalismo un servizio pubblico come i trasporti pubblici e l’acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata” Enzo Biagi
  • “Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media”, Licio Gelli

Da un lato la visione corretta, fondata sulla consapevolezza autentica della funzione civile dei mezzi di informazione, dall’altro la visione strumentale, fondata sulla consapevolezza delle potenzialità abnormi del controllo dell’informazione a fini di condizionamento sociale.

In buona sostanza la televisione è questo: una risorsa preziosa per accompagnare nel modo più nobile la crescita della società civile, oppure uno strumento micidiale per le capacità di impatto negative che può avere col suo uso ingannevole e manipolatorio. Per queste ragioni, per le sue potenzialità di influenza, in particolare nel nostro Paese, è stata ridotta ad ancella della politica.

 

Tutti sono consapevoli della irregolarità del servizio pubblico televisivo in Italia

https://www.youtube.com/watch?v=Q-4xv1G4Xqw

ma dichiarazioni di denuncia verbale a parte, nulla si è mai fatto per contrastare la presenza di questa grave anomalia, per ovvii interessi di tutela del sistema.

Negli ultimi mesi, per giunta, il governo a guida del mai eletto premier Matteo Renzi, in un più generale quadro di devastanti e illegittime riforme costituzionali, ha prima annunciato e poi messo mano ad interventi che, concepiti all’insegna di un nuovo corso del servizio pubblico televisivo nel nostro paese, si sono in realtà rivelati di consolidamento e, più ancora, peggiorativi, rispetto al quadro esistente.

L’annuncio da parte di Matteo Renzi della introduzione del Capo d’azienda in Rai

https://www.youtube.com/watch?v=ok6t5p1kNLg

punto estremo di perversione della sua proposta di riforma, è di indiscutibile “ispirazione Arcoriana” (dunque bipartisan, ammesso e non concesso che nel nostro Paese si possa parlare di bipolarismo politico effettivo), come dimostrano le

affermazioni pubbliche del 15/11/2012 di Giorgio Lainati (Popolo della Libertà) Vice presidente della Commissione di Vigilanza

https://www.youtube.com/watch?v=i-jv_tzkkBI

Questo per una ragione semplicissima, che nessuno denuncia con la dovuta chiarezza: Matteo Renzi è in tutta evidenza la carta di sostituzione di Silvio Berlusconi, nello stesso e unico processo di sottomissione del Paese a poteri diversi da quelli della autentica volontà popolare. Carta di sostituzione preparata con cura e allevata in tivvù….

La preparazione dell’avvento di Matteo Renzi (inciuccio tivvù)

https://www.youtube.com/watch?v=kudzrdGiv0g

….quella stessa tivvù, venuta da molto lontano……

sciatta e cafona

https://www.youtube.com/watch?v=-BkA-03QwUU

…..che aveva preparato ancor prima l’avvento di mister B con l’iscrizione a libro paga nelle sue televisioni di due beniamini del grande pubblico….

Vianello & Bongiorno promoter di Forza Italia

https://www.youtube.com/watch?v=_yWUPpDI9PY

Quella tivvù storicamente accreditata presso la gente comune….

Il primo televisore

https://www.youtube.com/watch?v=dmTrBBlQpJY

….per la sua autorevolezza quasi oracolare……

Arbore, Frassica e Troisi/Brazzi

https://www.youtube.com/watch?v=0Njqmvf68Oc

…..erogatrice oggi di un servizio pubblico mostruosamente snaturato, che ha messo  il nostro Paese, in balìa da anni di una perversa

dittatura della cattiva televisione

concepita, con finalità e scopi ben precisi: “Bisogna tenere la gente isolata, e nella nostra società ciò significa incollarla alla televisione. Una strategia perfetta. Sei completamente passivo e presti attenzione a cose completamente insignificanti, che non hanno alcuna incidenza. Sei obbediente. Questo è il trucco. Questo è ciò che i media hanno il compito di fare. Se si esaminano i programmi trasmessi dalla televisione si vedrà che non ha molto senso interrogarsi sulla loro veridicità. E infatti nessuno si interroga su questo. L’industria delle pubbliche relazioni non spende miliardi di dollari all’anno per gioco. L’industria delle pubbliche relazioni è un invenzione americana che è stata creata all’inizio di questo secolo con lo scopo, dicono gli esperti, di controllare la mente della gente, che altrimenti rappresenterebbe il pericolo più forte nel quale potrebbero incorrere le grandi multinazionali” *

Dittatura imposta perché funzionale agli interessi di un sempre più chiaro quadro di involuzione democratica in atto su scala internazionale

Le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere, perché sono decise da burocrati e dirigenti non eletti che stanno a Bruxelles. Questa rotta è la distruzione delle democrazie in Europa e la conseguenza sono dittature. Il neoliberismo è un grande attacco alle popolazioni mondiali, il più grande attacco mai avvenuto da quarant’anni a questa parte *

* (Noam Chomsky – 24/01/2014 – Festival delle scienze, Auditorium Parco della Musica di Roma)

Dittatura imposta spudoratamente con modalità “piratesche”, come denunciano senza mezzi termini  personalità storiche, vere fondatrici, della televisione italiana

I pirati del ventunesimo secolo (da una intervista a Ugo Gregoretti)

https://www.youtube.com/watch?v=3P97JYC39nU

Dittatura imposta per un uso di propaganda partigiano sfacciato, degno dei migliori tempi dell’

Istituto Luce

https://www.youtube.com/watch?v=vKtkH0SzLI4

Dittatura imposta in un recente passato attraverso

portatori di interessi di parte, messi alla direzione del primo tiggì della televisione pubblica

https://www.youtube.com/watch?v=Fk4qWU3WRek

ridotto a farsa di cronache stereotipate e ripetitive, in cui primeggiava il gossip come corollario ideale per mascherare l’uso strumentale del mezzo…

tg monitor 29 giugno 2011

https://www.youtube.com/watch?v=PX92Qva35Wg

Una tivvù, già capace di vera e propria,

manipolazione delle notizie (Mills)

https://www.youtube.com/watch?v=uD0Cm0_WCNE

oggi impunemente autrice di vera e propria

denigrazione dell’avversario politico

https://www.youtube.com/watch?v=pkBqHJkh4E0

con speculare, al tempo stesso, esaltazione di figure di patetico profilo istituzionale (e, quel che è peggio, internazionale)

 

americani a Roma

https://www.youtube.com/watch?v=6Pe6qfryiEg

abilissimi nell’arte di mentire fino al punto di riuscire persino a rinnegare se stessi senza pudore

“o passi dal suffragio elettorale o non sei credibile”

https://www.youtube.com/watch?v=wcgAPysZsAs

In questo contesto – nel quadro di evidente uso manipolatorio del mezzo – si colloca e spiega senza altre interpretazioni possibili, il reato più grave contestabile alla televisione di stato:

L’OMISSIONE DI SERVIZIO PUBBLICO TELEVISIVO

ampiamente documentabile ai fini di supporto di una auspicabile azione legale di tutela collettiva. Il REATO di omissione di servizio pubblico televisivo nel nostro Paese è infatti testimoniato da documenti inconfutabili, di cui la Rai finge di ignorare l’esistenza.

Molto attenta, infatti, alla pubblicazione di notizie ridicole, di fonte anonima e concepite essenzialmente per puri scopi di “distrazione di massa, come quella che segue…

Isis, annuncio video di Anonymous

“L’attentato sventato era a Firenze”

https://www.youtube.com/watch?v=Em9Q0if3VBE

…..viene meno al compito “grave” per cui è pagata dagli utenti e oscura notizie di grande rilevanza nel drammatico scenario internazionale, su cui incombono pesanti minacce al mantenimento della pace stessa nel mondo, come quelle che seguono, tutte riferite a testimonianze autorevoli e di indubbio valore informativo e formativo della pubblica opinione …..

Michael T. Flynn, Defense Intelligence Agency, USA.- “Armare i Salafiti, Al Qaeda e i Fratelli Musulmani in Siria? Fu “una deliberata decisione del Governo USA”

Servizi segreti USA

https://www.youtube.com/watch?v=m0Xli7y_Jxc&list=PLimc7jftHxGX03Y-osGsA4AnjyFb8vy-L&index=1

Lawrence Wilkerson, ex colonnello della Us Armygià consigliere della sicurezza nazionale e segretario di Stato con Colin Powell, sotto George Bush: “Gli ufficiali militari appena vanno in pensione dall’esercito, sono assunti dai produttori di armi, o dai media per rendere i media a favore della guerra. Gli Stati Uniti sono sempre più orientati, primo, ad aumentare il potere, secondo, a diventare ricchi. Lo scopo della politica estera statunitense è quello di sostenere il complesso che abbiamo creato nello stato di sicurezza nazionale che è alimentato, finanziato, e continuamente potenziato dall’interminabile guerra”. L’Impero non ne ha mai abbastanza. Questa è la natura del potere imperiale: essere insaziabile. Non ha mai uno status quo stabile. Ha uno status quo sempre più instabile…….Una forte minoranza, o anche maggioranza, dei cittadini statunitensi deve levarsi in piedi e dire: ne ho abbastanza. Questo significa fare una rivoluzione? E sia”.

Questa nave sta affondando” dice l’ex Ufficiale di Bush

https://www.youtube.com/watch?v=kgig1QVU2lY

Raymond Mc Govern, analista della CIA dal 1963 al 1990, a capo del National Intelligence Estimates (sedici agenzie della Intelligence Community USA), estensore del briefing giornaliero del Presidente USA, insignito della Intelligence Commendation Medal.

“Quando gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno attaccato l’Iraq si è trattato di una guerra di aggressione pura e semplice, secondo la definizione stabilita dal processo di Norimberga…..oggi (con la complicità di media come il New York Times e il Washington Post) ci stanno spingendo verso una nuova guerra in modo molto simile a quello che accadde nel 2002/2003 quando invademmo l’Iraq con il nostro esercito, per fermare il terrorismo……”

Intervento al Parlamento Europeo del 1* dicembre 2015

https://www.youtube.com/watch?v=yKi_ng1w3t0

Boris Cyrulnik  – University of the South, Toulon-Var, Prix Renaudot 2008. “L’estremismo islamico non è un caso. E’ una organizzazione che esiste da molto tempo…si mette l’odio nei quartieri in difficoltà: è intenzionale, è una politica. Si mette l’odio, si selezionano questi giovani socialmente e psicologicamente sfavoriti, gli si offrono corsi d’addestramento militare. E cos’è questa organizzazione? Dei gruppi politici. Utilizzano il terrorismo come un’arma perché è efficace ed economica. Non è costosa. Si può sconvolgere una società con pochi uomini sacrificabili, è meno cara di un esercito … Una volta che questi giovani sono stati reperiti, fabbricati e sacrificati, scatenano processi politici mondiali”

Toutes les guerres sont manipulées par le meme groupe occulte

https://www.youtube.com/watch?v=iTRyjNiUKnI

 Giulietto ChiesaWe must consider the scope of the news that has come out these past few days. That the United States is looking into 9/11 again. What happened is that the Senator Bon Graham made a very important statement during a broadcast of CBS’s famous “60 minutes”.

The United States reopened the case on 9/11

https://www.youtube.com/watch?v=YV49b4p0jvI

Fulvio Grimaldi L’immigrazione è quella che deve convincere il popolo bue, decerebrato dal costante martellamento dei mezzi di informazione falsi e bugiardi, obbedienti e servili, tentacoli del potere…… sono raccapriccianti le immagini che arrivano dalla Grecia, paese che già è stato scarnificato dalla comunità europea, con il concorso di tutta la comunità internazionale che ha assistito al martirio della culla della nostra civiltà…”

L’immigrazione? E’ una strategia Usa per controllare l’Europa

(fonte Byoblu di Claudio Messora)

http://www.byoblu.com/post/2015/08/18/limmigrazione-e-una-strategia-usa-per-controllare-leuropa-fulvio-grimaldi.aspx#more-35860

 Maurizio BlondetIn Francia è stato notato che lo “spontaneo” ammassarsi di immigrati al Pas de Calais, da  cui cercano di giungere in Gran Bretagna sotto il tunnel ferroviario, è gestito da una organizzazione che si chiama No Border, di militanti anarchici e dei centri sociali”.

La Commissione Europea finanzia i militanti pro-immigrati

http://www.maurizioblondet.it/la-commissione-europea-finanzia-i-militanti-pro-immigrati/

 ….. oltre che a compendi informativi che da soli possono condizionare totalmente la corretta interpretazione dei fatti, come quelli dei comprovati

falsi video sulle bombe all’aeroporto di Bruxelles

https://www.youtube.com/watch?v=CjQzmG1WdDc&spfreload=10

o delle

“esercitazioni di polizia in atto” (San Bernardino 2015)

https://www.youtube.com/watch?v=WoxQpwfeTj0

svolte in concomitanza con tutti gli attentati terroristici degli ultimi anni

WTC del 1993, Oklahoma City del 1995, 11 settembre 2001, Londra del  2005,

Boston 2013, Parigi Bataclan 2015, – Fonte Massimo Mazzucco –http://www.luogocomune.net/LC/index.php/15-terrorismo/4338-terrorismo-fatto-in-casa

Tutto ciò a conferma, ancora una volta, dell’uso manipolatorio dei media, denunciato in tempi non sospetti da una delle voci più accreditate del giornalismo televisivo italiano di ieri e di oggi, che sarebbe bello risentire in proposito

“I nostri governanti vogliono farci vivere nel migliore dei mondi televisivi.

Purtroppo questo Paradiso è l’Inferno della democrazia”

Lilli Gruber contro la manipolazione mediatica

https://www.youtube.com/watch?v=68INRAL_ryA&feature=em-subs_digest-g

magari in un confronto professionale aperto al pubblico, con qualificati operatori del mondo della comunicazione, seriamente attenti al tema della manipolazione dei media . (intervista a Marcello Foa – fonte Byoblu di Claudio Messora)

https://www.youtube.com/watch?v=6luR0RS5fWI

“I giornalisti mostrano evidenti lacune nella copertura di eventi drammatici come quello del terrorismo, oscillando fra un’informazione mainstream fin troppo ingenua e che su certi aspetti va contestata e un atteggiamento complottista a prescindere che mira non a verificare i fatti ma a trovare riscontri a idee precostituite. I governi e i servizi segreti tendono, dopo gli attentati, a coprire i propri errori, anche sviando l’opinione pubblica e con una sovrabbondanza di dettagli sorprendente e contraddittoria rispetto ai tempi di un’indagine e al segreto istruttorio. Organizzazioni come l’Isis hanno imparato le tecniche per amplificare l’eco della loro propaganda. E poi c’è chi ha interesse ad ingigantire la percezione delle minacce dell’Isis, manipolando filmati che vengono attribuiti allo Stato islamico ma che molto verosimilmente non sono opera dei terroristi islamici, come dimostrato da esperti di tecniche cinematografiche e dai giornalisti che hanno colto dettagli rivelatori, ma sistematicamente ignorati dalla stampa mainstream, che ama le visioni in bianco e nero. E il cui coraggio intellettuale è alquanto intermittente”.

In conclusione

La centralità del tema del “dovere di servizio” nel campo della comunicazione – di quella televisiva in special modo – è del tutto evidente. E molto più pesante di quanto possiamo immaginare! La televisione, medium per definizione, subìto spesso in modo passivo, perché non cercato, come avviene nel caso di tutti gli altri mezzi di comunicazione, se ha in passato concorso in modo importante alla formazione del modello identitario del paese, oggi ancora di più, col suo ruolo accresciuto e consolidato negli anni, ha responsabilità di faro nell’orientamento dell’opinione pubblica, come a nessun altro medium è dato di avere!

E questa responsabilità del servizio pubblico televisivo è il primo vero bene comune da tutelare e difendere, a salvaguardia della società civile.

Di fronte alla riforma del servizio pubblico televisivo proposta dal governo Renzi, ridefinire RAI come acronimo di Rapina Agli Italiani è quanto mai pertinente e opportuno!

Di fatto ci prendono in giro con finti cambiamenti del sistema televisivo pubblico, perché ben consapevoli che la televisione può tutto. Nel bene e nel male.

  • “Sta avendo luogo una rivoluzione molto più significativa di qualsiasi cambiamento del potere economico. Sotto l’impatto della propaganda, le vecchie costanti del nostro pensiero sono divenute variabili. Ad esempio, non è più possibile credere nel dogma originale della democrazia”. Walter Lippmann.
  • “Viviamo immersi in una grande finzione, con vari livelli: locale, nazionale e globale, in cui i media di massa per eccellenza si combinano e si appoggiano mutuamente per creare un mondo di teleirrealtà o di irrealtà, in cui lo spirito delle persone viene sottomesso ad un bombardamento costante per lavare il cervello. Se non siete  prevenuti di fronte ai mass media, vi faranno amare l’oppressore ed odiare l’oppresso”. Malcom X

In questo scenario, di fronte ad un uso sempre più spregiudicato della televisione pubblica, in un quadro di drammatica aggressione ai dettami costituzionali, la sola risposta possibile sta nella mobilitazione civile, da attuare con un’azione legale collettiva. Se ciò accade…….”questa potrebbe essere la prima puntata di una nuova Tivvù…… eventualmente, sarà sempre meglio essere contestati per aver provato a dire delle verità, che continuare a patire a prezzo di certi patteggiamenti!”(Enzo Biagi).

Letture per le vacanze: Unisex e Superclasse mondiale

Carissima/o,

l’attacco alla sessualità, nei suoi generi maschile e femminile, rappresenta oggi il più sconcertante tentativo di manipolazione dell’essere umano mai tentato nella storia.

Promossa grazie all’imponente contributo economico e politico delle più potenti lobby dell’Occidente, questa vera e propria “mutazione antropologica” viene oggi imposta attraverso i media, la cultura, lo spettacolo e le legislazioni. Tutto fa brodo: dall’ideologia di genere all’omosessualismo militante, dal progressivo sdoganamento della pedofilia all’invenzione del “sesso X”; in un percorso che ha, come fine evidente, la creazione di un uomo nuovo “senza identità” e per questo meglio e sempre più governabile.

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Come e perché le oligarchie mondiali vogliono imporre l’uniformità sessuale lo spiegano molto bene Enrica Perucchietti e Gianluca Malerba in Unisex, opera in cui gli autori ricostruiscono le tappe di questo processo senza precedenti, che dovrebbe obbligatoriamente appartenere al repertorio scolastico di tutti gli istituti di pubblica istruzione, pubblici e privati, del nostro Paese

Tutto questo, per giunta, in un quadro in cui il consorzio umano che si delinea assomiglia sempre di più, nella sua forma più ludica, a quello descritto da Huxley nel romanzo «Mondo nuovo» e in quella più opprimente al citatissimo «1984» di Orwell.

Perché la famiglia tradizionale non va più bene e deve essere svuotata di significato? Perché le differenze culturali, identitarie e politiche non devono più valere? Perché tutti i popoli devono assomigliarsi? Semplice: perché, come spiega con assoluta chiarezza in un suo lucido e ricco articolo Maurizio Blondet, lo vuole la superclasse mondiale e mondialista

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Buone vacanze e buona lettura

Lettera aperta al conte Paolo Serbelloni Migranti Vengondalmare*

Illustrissimo conte Paolo Serbelloni Migranti Vengondalmare,

  • dal momento che il fenomeno delle masse africane che si accalcano sui gommoni  non è affatto evento spontaneo,
  • posto che vi sono attori finanziari che lo promuovono, in combutta con la criminalità organizzata,
  • appurato che Stati esteri ed organizzazioni non governative  “umanitarie”  pagano milioni per  noleggiare le loro navi, con equipaggi di “volontari” stipendiati, i quali usano spegnere i trasponder per non farsi identificare,

forse, anziché prendersela con la “migrantofobia” di Varsavia e Budapest, sarebbe ora che il nostro Presidente del Consiglio spiegasse una volta per tutte che ci faceva qualche tempo fa in visita, pressoché  clandestina, il signor George Soros a Palazzo Chigi, quel finanziere tristemente famoso per aver provocato ingentissimi danni, con ignobili speculazioni, alla Banca di Inghilterra prima e quella d’Italia poi!? Non crede?

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E forse, ancor più, sarebbe ora di assumere finalmente questa ondata migratoria incessante e crescente per quel che è realmente: un vero e proprio atto di guerra! Non le pare?

Guerra ibrida, naturalmente. Come quelle – o quella, perché è una unica guerra – che vediamo operare dagli Usa e dai suoi maggiordomi dal 2001, fatta di “armate convenzionali, tattiche irregolari, formazioni illegali, atti terroristici, violenza indiscriminata e attività criminali” con l’uso di “azioni clandestine per evitare l’attribuzione di tali azioni e la loro retribuzione”, insomma false flag.

Guerra in cui i media internazionali sono “armi di propaganda”, falsificazione e copertura e le migrazioni forzate “armi di migrazioni di massa”, utilizzate senza scrupoli per suscitare la commozione “umanitaria” che serve per giustificare altri interventi umanitari, ossia la destabilizzazione di altri stati.

Oggi sappiamo che la guerra più terribile può essere condotta solo in nome della pace, l’oppressione più terrificante solo in nome della democrazia, e la disumanità più abbietta solo in nome dell’umanità”.

Carl Schmitt, carissimo conte, c’era arrivato 80 anni fa. A lei quanto tempo occorre ancora per capire che questa è guerra, non una pacifica migrazione?

Cordialità, Adriano Colafrancesco

*   libero adattamento da Migranti: occorre un cambio di paradigmadi Maurizio Blondet

Ce n’è per tutti i disgusti, signor Presidente

Caro Presidente Mattarella,

che male hanno fatto gli italiani per meritare tanto castigo! Quale tragica nemesi scontano!? E perché!

L’immagine che segue rende con grande efficacia, più di mille parole, il (de)grado di asservimento del nostro Paese a poteri sovranazionali che ci vogliono popolo bue, incapace di autodeterminazione: clipboard-003_672-458_resize-copiaun Presidente del Consiglio che partecipa, giusto qualche mese prima del decreto legge Lorenzin, ad un convegno organizzato dalla Glaxo Smith Kline e un Ministro della Sanità che ha accanto, sempre in un convegno, il direttore generale alla prevenzione sanitaria (ossia ai vaccini) del ministero, Raniero Guerra, che risultava essere anche consigliere di amministrazione della Fondazione Glaxo Smith Kline (GSK), ossia della multinazionale che i vaccini li fabbrica: proprio l’esavalente oggi imposto ai bambini italiani.

Questo Guerra ha accompagnato la Lorenzin da Obama nel 2014, Presidente, e lì l’Italia fu designata come capofila delle politiche vaccinali mondiali; infine, è sempre Guerra, il signor Glaxo, a stilare le circolari draconiane che impongono le vaccinazioni a scanso di multe altissime e licenziamenti dei pediatri inadempienti, signor Presidente.

L’uso della forza pubblica e delle procure penali nel campo scientifico-terapeutico sono una intrusione dittatoriale intollerabile. E la censura del dibattito pubblico e le notizie false per sostenere le tesi del governo sono un sopruso antiscientifico” osservano autorevoli voci non allineate. Per non parlare dell’occultamento delle voci dissenzienti: una testimonianza di malafede senza attenuanti!

E questa non è che una rappresentazione minima della miserabilità della condizione civile di un Paese, il Nostro, da troppo tempo in balìa di una classe politica mai eletta e imposta con sfrontatezza e arroganza.

Ricco oltre ogni misura, signor Presidente, il carnet degli scandali a cui è costretto a guardare impotente il popolo italiano:

  • riforme concepite per mano di cospiratori anticostituzionali,
  • rapine e truffe nel nome di selvagge e criminali “privatizzazioni” attuate e tentate nella telefonia, nell’acqua, nell’istruzione, nella sanità e….. chi più ne ha più ne metta,
  • impudiche resurrezioni politiche di figure compromesse con mafie e logge, condannate in via definitiva e solo in parte, grazie a leggi ad personam e prescrizioni manigolde,
  • ministri a mala pena diplomati al dicastero della pubblica istruzione e senza titoli accademici né scientifici a quello della salute pubblica, per non parlare delle sorti degli “esteri” e degli “interni”,
  • flussi migratori destabilizzanti e incontrollati, farciti di speculazioni immorali e criminali della malavita organizzata,
  • un sistema dell’informazione largamente “incaprettato” e asservito alla manutenzione e tutela di un sistema malato!

Ce n’è per tutti i disgusti, Presidente! Compreso quello per il meschino trattamento mediatico riservato a chi può rappresentare il sano e necessario cambiamento, da troppo e da troppi atteso sinora invano, col rischio di esplosione improvvisa e incontrollata della enorme sopportazione patita e con sempre maggiore difficoltà repressa!

Ci pensi, Presidente. Si guardi attorno e ci pensi, smontando, se può, anche una sola delle gravi critiche che ho mosso in queste poche righe. Ci pensi e risponda evitando di rifugiarsi nell’ipocrita silenzio di chi si sente troppo superiore per rispondere ad un comune cittadino, come alcune tra le persone che ci leggono in copia, della cui latitanza al confronto sono personalmente testimone.

Con rispetto e deferenza, Presidente

Adriano Colafrancesco

 

Lettera aperta alla presidente della Rai Monica Maggioni e alla senatrice PD Laura Puppato

Gentile Laura e gentile Monica,

c.v.d.! Come volevasi dimostrare: con la presumibile, falsa scusa “abbiamo altri impegni che rispondere alle istanze di un cittadino-utente”, tanto comoda quanto ipocrita, vi siete coraggiosamente sottratte all’invito al confronto.

Ma non c’è problema, l’avevo messo in conto e non mi stupisco affatto: espressione qual siete, sia pur su due fronti distinti, entrambi altamente funzionali al sistema – quello della politica e quello dell’informazione – non potete far altro che nascondervi nel silenzio complice e non privo di arroganza, ove necessario, di chi occupa posizioni di rilievo nella vita pubblica, essenzialmente per meriti di servilismo obbediente, del tutto estraneo ai doveri di reale servizio utile alla società civile.

Quello che dico è molto pesante, me ne rendo conto e, ancor più, me ne assumo tutta la responsabilità, producendo però argomenti a sostegno che, se ne sarete capaci, potrete controbattere con opportune controdeduzioni scritte (magari così realizzando quel confronto pubblico al quale sono pur sempre disponibile, sempreché non continuiate a scappare).

Quanto a lei, senatrice Puppato, è presto detto:

  • la sola appartenenza e sostegno ad un governo mai eletto, chiara espressione e frutto di voleri sovranazionali da cui dipendono decisioni e scelte operative catastrofiche per la vita civile del Paese – si pensi solo, per fare un unico esempio, allo scempio realizzato dalle attuali marionette di governo in materia di diritto al lavoro – rappresenta motivo di scandalo inaudito per l’implicito tradimento dei valori fondanti la nostra costituzione repubblicana;
  • la sola appartenenza ad un governo mai eletto che sopravvive nel e col collateralismo di forze politiche nate all’ombra di poteri malavitosi, a loro volta utilizzati e manovrati da poteri occulti, che hanno inondato di stragi e morti eccellenti la storia d’Italia negli ultimi decenni, dà la misura della malafede o, peggio ancora, incapacità colposa di chi lo partecipa.

Potrei dilungarmi molto su questo filone, senatrice, ma mi fermo qui rimandandola all’allegato e-book con cui, perdoni la presunzione, denuncio da molto tempo e in modo inequivoco la vergogna dello scenario del renzusconismo che ammorba la politica nel nostro Paese, pur di far sopravvivere una classe di governo indegna.

Quanto a lei, presidente Maggioni, il discorso è più complesso.

Eletta agli altari del Bilderberg, per meriti giornalistici legati anche alle cronache della guerra in Iraq, fondata sulla minaccia di inesistenti armi chimiche del tiranno Saddam, sarebbe bello che, tra un servizio e l’altro di propaganda di regime, invitasse i direttori dei tg Rai a fare dell’autentico giornalismo di servizio pubblico, in ossequio al canone a questo titolo sostenuto dai cittadini utenti, consentendo così, ad esempio, di

  • portare a chiarimento, finalmente e una volta per tutte, la natura e la storia dei meriti di attuali figure di grande peso politico, come, ad esempio, per cominciare, quella del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker  (*)
  • chiarire una volta per tutte che cos’è il circolo Bilderberg, dei privilegiati dell’umanità, magari utilizzando anche la testimonianza di un singolare personaggio pubblico, fuori dalla politica e molto vicino ai più giovani, quale Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti (*)(*)
  • far sapere al paese che, oltre alle nefandezze delle vicende della sindaca di Roma Virginia, peraltro non ancora etichettate con la condanna, esistono anche quelle del comune di Bologna, amministrato da un omonimo Virginio, quelle sì passate in giudizio con tanto di condanna (*)(*)(*).

Potrei dilungarmi molto su questo filone, presidente, ma mi fermo qui rimandandola all’allegato manifesto che, perdoni la presunzione, trabocca di prove documentali sulle nefandezze storiche e in atto nel servizio pubblico televisivo del nostro Paese.

Per chiudere a tutte e due un cordiale saluto alla vigilia di una mia settimana di vacanza all’estero, al rientro dalla quale mi auguro di festeggiare, se verranno, vostri segni di riscontro, ai quali replicherò, come ora, rigorosamente per iscritto….. verba volant, e invece noi, e voi prime tra tutti, abbiamo il dovere di far volare alta solo una cosa: la Verità

Grazie dell’attenzione e distinti saluti

Adriano Colafrancesco

Cartabianca (per nascondere Consip)

L’ultimo esempio dato dalla Berlinguer – già tristemente nota per le sue tecniche di denigrazione giornalistica nei confronti dei 5 stelle – lascia, a dir poco, interdetti.

CARTABIANCA

bianca-berlinguer-1_imagefullwide A che titolo si divertano a denigrare la sindaca di Roma i giornalisti di regime, gli stessi che tacevano quando la politica metteva la “capitale d’Italia” in mano ai Buzzi & Carminati, non è dato d’intendere. Per quale motivo è invece assolutamente chiaro e lo spiega in modo eccellente oggi Mario Giordano sul quotidiano La Verità.

Il gioco dell’estate: nascondere lo scandalo Consip sotto la Raggi.