USA: Deep State e traffici umani per pedofilia (Paolo Barnard)

DOPO 13818 – 82 FR 60839, E DOPO QUESTA “ULTIMA ORA”, I MEDIA NON ESISTONO PIU’ – “Traffici umani per pedofilia: Donald Trump sa bene che questo abominio, l’abuso di minori venduti, sembra aver infettato la maggioranza dei vertici di ‘Deep State’, col silenzio dello ‘Shadow Government’, e con un presunto forte coinvolgimento di una notissima beneficienza: la Clinton Foundation.”

 

LEGGERE TUTTO, PASSAPAROLA E FAR PERVENIRE A GIOVANNA BOTTERI

 

Che i media siano controllati e che si auto-censurino per salvarsi il sedere, lo sa anche un cacciavite. Ma che due notizie bomba sul Presidente della nazione più potente del mondo, e accessibili a tutti, possano lo stesso per un ordine di scuderia scomparire nel nulla sui maggiori media occidentali, no, questo non lo credevo. Attenti, forse avete letto in fretta: nei Pentagon Papers, nel Watergate, nell’Iran-Contras, nell’Iraq-gate, i fatti erano occulti. Nei due casi che racconto qui, no, sono pubblici e accessibili da una pensionatariguardano l’uomo più potente del pianeta, eppure sono stati ‘suicidati’ e sepolti da tutti i grandi media con un accordo e con una sincronia scioccanti. Davvero, io mi devo arrendere ai ‘complottisti’ e dire: i media non esistono più.

Ecco le storie.

Il Presidente Donald Trump è sotto attacco da parte di due Stati ombra ben noti all’interno dello Stato americano (e di ogni altro Stato): cioè il raggruppamento dei Servizi Segreti da una parte – che comprendono CIA, NSA, NGA, FBI e che va sotto il nome di ‘Shadow Government’; e le maggiori Corporations coi loro lobbysti che foraggiano il Congresso, dall’altra – ovvero Big Oil, Big Pharma, Big Banks, Big Media, Arms Industry, Silicon Valley, che passano sotto il nome di ‘Deep State’*

(Nota per i lettori: chiunque neghi l’esistenza e i poteri di questi apparati con la parola “complottismo”, non ha mai letto una pagina del NYTimes, del Washington Post o sentito di P2 e Stragismo in Italia. Quindi è un cretino)

In USA i Poteri non si attaccano mai per rispetto della legge, non siamo bambini, quindi il motivo dei sopraccitati attacchi è ovvio (e noto): questo Presidente è incontrollabile, e forse anche mentalmente instabile, ma così facendo e così essendo, egli ha devastato la sacra tradizione di almeno 70 anni di presidenze americane, dove le politiche reali furono sempre influenzate o truccate da ‘Shadow Government’ e ‘Deep State’, fino alla presidenza Obama inclusa. Trump va quindi abbattuto.

Ma quest’uomo è molto meno fesso di ciò che appare. O forse è meglio dire: si è circondato di alcuni dei più brillanti ‘Rasputin’ di tutta la Storia moderna. Trump ha quindi contrattaccato coi due numeri scritti nel titolo: 13818 – 82 FR 60839. Si riferiscono rispettivamente al N. del Presidential Executive Order del 20 dicembre 2017, e al N. di protocollo del medesimo presso il U.S. Government Publishing Office. La mossa è stata ‘nucleare’, ma talmente tanto che quegli apparati di Potere, ripeto ‘Shadow Government’ e ‘Deep State’, faticano a riprendersi. Chiarisco e aggiungo con ordine, perché la storia è agghiacciante.

Donald Trump è sotto una ‘Dresda’ di bombe per abbatterlo, fra cui: il presunto accordo-scandalo con Putin per truccare le elezioni 2016, che coinvolge anche la sua famiglia – la relativa inchiesta, nelle mani dell’implacabile ex direttore dell’FBI Robert Mueller col suo team – accuse di grave instabilità mentale da Impeachment e apparentemente documentate dall’esplosivo best seller Fire and Fury di Michael Wolff – una presunta serie di abusi sessuali ai danni di donne lungo la sua carriera sia da businessman che come politico – e una sfilza di accuse a membri del suo governo per uso improprio/abuso personale di denaro pubblico (come Steve Mnuchin, Ryan Zinke o Tom Price, ecc.). Tutti questi scandali s’appoggiano pesantemente sui poteri e/o sulle spiate dello ‘Shadow Government’.

Ce n’è a sufficienza per demolire chiunque. Trump, in assenza di 13818 – 82 FR 60839, sembrava un gigante coi piedi d’argilla. Non controlla l’FBI, prima diretta dal suo arci nemico Comey e oggi da Christopher Wray che a sua volta non controlla l’FBI. Non controlla la CIA, diretta da Mike Pompeo, che a sua volta non controlla la CIA. Non controlla la NSA diretta dall’Ammiraglio Michael Rogers, che a sua volta non controlla la NSA. Non ha nessuna influenza sulla NGA, che gioca un ruolo centrale in tutte le inchieste di massima sicurezza in America. Questo per quanto riguarda lo ‘Shadow Government’.

Poi è troppo ricco per poter essere comprato dal ‘Deep State’, che è – specialmente con Wall Street e la dirigenza ebraica americana – sponsor principale dei Democratici, e di tutti i Repubblicani ostili al Presidente. Ergo, anche qui lo davano per traballante nelle simpatie del Congresso.

Poi, quattro giorni prima di Natale, cade la bomba 13818 – 82 FR 60839, e, usando un’impareggiabile espressione americana, “the shit hit the fan” (la merda finì nelle pale del ventilatore).

Prima cosa, un riassunto dell’Executive Order 13818 – 82 FR 60839: è uno degli atti legislativi americani più dirompenti da sessant’anni. Cosa dice in due parole: colpisce con le massime armi, sia in senso letterale che giuridico che finanziario, chiunque si renda colpevole di violazioni dei Diritti Umani e di corruzione, in USA e nel mondo. Colpisce anche i governi esteri coinvolti, i loro funzionari, e qualsiasi complice in qualsiasi forma. Di più: va a colpire queste infami catene là dove gli fa più male, cioè nei soldi, con il blocco e la confisca dei loro denari, proprietà, titoli, azioni, anche nelle loro forme più maliziosamente nascoste o lontanamente imparentate.

Ok, sappiamo che Trump non è Mandela, quindi stop, e precisazione: questa legge avrà effetti minimi sui Diritti Umani o sulla corruzione nel mondo, di cui a Washington fotte una minchia, e neppure è stata voluta per quello, Trump è solo un meschino opportunista, lo capirete fra un attimo. Ma è stata scritta per mitragliare a morte un settore ben preciso delle violazioni dei Diritti Umani.

Fermi, TUTTI ATTENTI:

Per violazione dei Diritti Umani e corruzione, l’Amministrazione Trump ha voluto intendere soprattutto il mercato dei minori per pedofilia, nel bacino più ampio dei trafficanti di persone. Infatti il Presidente aveva anticipato questa legge il 23 febbraio 2017 in conferenza stampa, rilanciata dalla Associated Press, dove parlò proprio di traffici umani per pedofilia. Ma perché? Perché Trump sa bene che questo abominio, l’abuso di minori venduti, sembra aver infettato la maggioranza dei vertici di ‘Deep State’, col silenzio dello ‘Shadow Government’, e con un presunto forte coinvolgimento di una notissima beneficienza: la Clinton Foundation.

Come fa Trump a saperlo? Da anni ne parla in pubblico un ex pezzo grosso della CIA, di cui specifico i dettagli alla fine, più altre fonti autorevoli. Se rileggete questo paragrafo capite subito che il suo Executive Order colpirà proprio i suoi nemici.

In questo momento preciso negli Stati Uniti alcuni altissimi nomi stanno tremando, e precisamente dalla mattina del 21 dicembre scorso, quando l’Executive Order 13818 – 82 FR 60839 è stato pubblicato ‘in Gazzetta’ a Washington. JF Kennedy fu ucciso per meno, a quanto sappiamo fino ad oggi. Infatti i ‘Rasputin’ di Trump sapevano che la vita del Presidente sarebbe stata immediatamente in pericolo dopo 13818 – 82 FR 60839, e qui hanno fatto la pensata di tutte le pensate, eccola:

Nelle prime righe dell’Executive Order, viene appositamente scritto dal Presidente questo: “Io perciò decido che i gravi abusi dei Diritti Umani, e la corruzione, nel mondo costituiscono un’insolita e straordinaria minaccia alla sicurezza nazionale”. Dovete sapere che le precise parole minaccia – alla – sicurezza – nazionale pronunciate dal Presidente degli Stati Uniti implicano l’immediata mobilitazione di tutto l’esercito americano, cioè del Pentagono. E’ di fatto un preallarme di guerra, e di conseguenza le protezioni intorno al Presidente divengono massime. E quando si muove il Pentagono non esiste nulla al mondo, se non un arsenale nucleare straniero, che possa batterlo. Questo è ultra chiaro a tutti gli apparati di ‘Deep State’ e ‘Shadow Government’, che ora sono in deep shit, nella merda fino al collo, per essere chiari.

Non è stato un caso che Trump abbia messo nei posti chiave a Washington tre Generali, e un Ammiraglio a capo dei più potenti 007 degli USA. Abbiamo il Gen. James “Mad Dog” Mattis come Ministro della Difesa; il Gen. John Kelly come White House Chief of Staff, e il Gen. H. R. McMaster come Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Poi, anche se boicottato dai suoi sottoposti, c’è l’Ammiraglio Michael Rogers a capo dalla NSA. Insomma, il Pentagono. Trump sarà anche scemo, ma cosa sia lo ‘Shadow Government’ lo sapeva benissimo, e si è protetto.

Ricapitoliamo: ‘Deep State’ e ‘Shadow Government’ le trovano tutte per abbattere Trump in ovvio accordo con Hillary Clinton. Ma Trump usa il pretesto di una legge sui Diritti Umani, la 13818 – 82 FR 60839, per metterli in un angolo con indagini profonde sul traffico internazionale di minori per pedofilia in cui sarebbero coinvolti molti vertici USA di ‘Deep State’, inclusi i Clinton, col silenzio di ‘Shadow Government’. E Donald lo fa coprendosi le spalle con l’intero esercito degli Stati Uniti. Bella roba.

Esisterebbe dunque un traffico di minori per pedofili di altissimo livello ai vertici di ‘Deep State’ inclusi i Clinton. Trump apprende questo da molte fonti, la prima delle quali è l’ex agente e dirigente pluridecorato della CIA Kevin M. Shipp. Costui, senza la fama attribuita al suo collega ‘whistleblower’ Edward Snowden, sta rivelando da anni il livello di marciume criminale che davvero permea lo ‘Shadow Government’ in America. Shipp è stato esperto di anti-terrorismo, guardia del corpo di due direttori della CIA, era ai vertici della Counterintelligence, ed è stato citato dal New York Times come “veterano della Central Intelligence Agency”. Non è proprio un signor nessuno nello ‘Shadow Government’ americano.

Ma già da anni il Washington Times, il New York Post e l’inglese The Guardian riportavano notizie certe sui cosiddetti “Voli Lolita” – cioè voli su un jet privato per orge con minori – organizzati dal miliardario pedofilo Jeffrey Epstein. Bill Clinton, secondo gli atti del processo che condannò Epstein, fu ospite 26 volte su quei voli. Altri nomi di alto rango trovati nell’agenda ‘nera’ del miliardario furono Tony Blair, Michael Bloomberg, Richard Branson fra molti altri, e i cellulari delle minori schiave del sesso fra cui “Jane Doe N.3”. E’ quest’ultima che negli atti processuali ha dichiarato di “essere stata costretta a rapporti sessuali con diversi politici americani, top businessmen, un Premier famosissimo, e altri leader internazionali”.

Nel 2006 Epstein fece una grassa donazione alla Clinton Foundation. Nella capitale USA, la ONG di Conchita Sarnoff, Alliance to Rescue Victims of Trafficking, ha decine di files su Potere e pedofilia.

Ora, e qui siamo al titolo del mio articolo: provate a trovare traccia sui grandi media italiani o americani dell’esplosivo affare 13818 – 82 FR 60839 del dicembre 2017; dei nomi coinvolti come Bill e Hillary Clinton, Robert Mueller, Kevin M. Shipp, e di ‘Deep State’ e ‘Shadow Government’.

Attenti, non parliamo di una legge del Nicaragua, ma del Presidente americano più discusso e delegittimato della Storia. Nulla, non si trova niente, ed è accaduto meno di un mese fa, il silenzio stampa è stato totale (il FT ne accenna ma svuotando tutta la news). Eppure bastava cliccare i comunicati stampa del governo più noto al mondo, poi U.S. Government Publishing Office ecc. e pensare al quadro di guerra politica in USA. Nulla, neppure nei “Paesi seri” di Marco Travaglio.

Questi colossali fatti e intrighi sono stati ‘suicidati’ e sepolti da tutti i grandi media con un accordo e con una sincronia scioccanti. Davvero, io mi devo arrendere ai ‘complottisti’ e dire: i media non esistono più.

 ** ULTIMA ORA** Sono le 06:32 del mattino del 19 gennaio mentre scrivo queste ultime parole, e una *** ULTIMA ORA *** mi compare sullo schermo. Come in una coincidenza paranormale, essa tratta esattamente di Donald Trump, del tentativo di ‘Deep State’ e ‘Shadow Government’ di abbatterlo, dei Clinton e del “falso complotto russo“, di Robert Mueller, ed è molto più che esplosiva.

Infatti pochi minuti prima era giunto sugli scranni del Congresso USA un Memorandum che sembra contenere le prove delle azioni della Clinton, coi soldi del Partito Democratico, col silenzio di CIA ed FBI, per usare i poteri TECH della NSA permessi dalla legge FISA, sotto la presidenza di Obama… e il tutto per spiare la campagna elettorale di Trump, per corrompere testimoni russi a dire il falso contro il neo-eletto Presidente, e con la collusione di Londra. Fox News titola: “Molto più grave del Watergate”. Il sito di finanza Zero Hedge pubblica all’istante i Tweet di alcuni senatori americani sotto shock, con parole come “Non solo questo Memorandum manderà a spasso un sacco di gente al Dipartimento della Giustizia, ma certi nomi finiranno in galera”, dalla bocca del Senatore Matt Gaetz.

Giusto il tempo di dormire un poco e mi ributto sulla news, con la certezza che sarà esplosa dal New York Times a Repubblica, passando per CNNBBC e RAI. Nulla. Vado su Fox News, e in prima non c’è più nulla! Perdo il fiato. Ma lo recupero quando Zero Hedgepubblica un Tweet del più autorevole fra gli autorevoli, Edward Snowden, che conferma tutto, lo vedete sopra in foto.

Eppure, di nuovo, ago e filo hanno cucito la bocca e le dita di tutto il mondo dei media che contano in un istante, e con un potere di assolutismo che davvero non credevo possibile a questo livello. La news dalla vetta del mondo, non dal Nepal ma da Washington D.C., è di nuovo ‘suicidata’ sulle testate e sugli schermi più noti del pianeta, PUR ESSENDO USCITA IN PUBBLICO.

E’ possibile che lo stesso Donald Trump sia parte di questa incredibile congiura del silenzio, per barattare coi suoi nemici e per poterli poi ricattare per anni, ma ciò non cambia la sostanza di questo articolo. Scorrete in cima, e fissate quel Tweet. Io sono a Londra. Non fate figli.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1999

19.01.2018

 

“Una roba assolutamente normale!”

Lo scampolo di grande televiSIONe offerto da La7 con il terzo grado a

Carlo De Benedetti, da Lilli Gruberberg

resterà negli annali della storia del nostro giornalismo. Solo l’inqualificabile “provincialismo” degli italiani non permette di comprendere la normalità delle frequentazioni di un grande imprenditore, naturalizzato in svizzera e laureato in legge honoris causa, in una università americana del Connecticut, con tutti i potenti d’Italia e del mondo, di tutte le epoche e in tutte le congiunture domestiche e internazionali.

 Cossiga, Andreotti, Craxi, Berlusconi, Prodi, D’Alema, Clinton, Bush (padre), Shroeder, Helmut Kohl, Giscard D’Estaing, Chirac, Mitterand, Sarkozy e la Thatcher e Blair…… scagli la prima pietra chi non è mai stato invitato a cena a casa di uno di loro o non l’ha avuto ospite a casa sua!

Una roba assolutamente normale!”  Di che ti meravigli …. pezzente d’un provinciale che altro non sei!!! PASSAPAROLA. Che aspetti!?i

Passaparonlio

Caro astensionista,

nessun popolo occidentale è stato abusato dalla mala politica come quello italiano. È incredibile la quantità di scandali e disastri accumulati dalle classi dirigenti negli ultimi decenni. Un tradimento doloroso e continuo. Invece di aiutare i cittadini a risolvere i problemi, la politica in Italia è sempre stata il problema più grave. Sono quindi del tutto comprensibili le alte percentuali di astensionismo. Un ladro bugiardo, rosso o nero che sia, sempre quello rimane e non ha senso scegliere da chi farsi derubare o prendere in giro. Meglio girare le spalle come estrema reazione di difesa e di offesa. Gli astensionisti che hanno perso fiducia nella democrazia sono difficilmente recuperabili, bisognerà sperare nei loro figli. Ma per coloro che hanno perso solo fiducia nella politica, nei partiti, si presenta una occasione storica il 4 marzo. Per la prima volta dopo decenni si è aperta una reale finestra di cambiamento. Dopo decenni in cui nelle urne ci propinavano finte alternative o partiti pseudo innovatori ma senza nessuna possibilità di vincere, oggi il Movimento 5 Stelle potrebbe farcela. Una grande occasione per cambiare davvero. Il Movimento è tante cose ma prima tutto è una rivoluzione culturale. Questo gli astensionisti lo devono capire. Il Movimento si propone di cambiare il modo in cui si fa politica: basta coi professionisti del malaffare, basta coi cartelli elettorali di qualche lobby o barone, basta con le paturnie egoarche di qualche mediocre, basta all’arroganza dei poteri occulti criminali, basta con patetici rigurgiti ideologici, del resto la loro occasione l’hanno avuta e l’hanno sprecata, è tempo che i cittadini traditi facciano da soli entrando nelle istituzioni, è tempo che i cittadini abusati si rimbocchino le maniche. Il cuore del problema astensionista è la credibilità e le parole non servono a nulla. Non servono più. Per questo il Movimento ha fatto l’unica cosa possibile: i fatti. Ha deciso che siano i portavoce a fare dei sacrifici concreti in prima persona ad esempio tagliandosi gli stipendi e rinunciando ai rimborsi elettorali e coloro che hanno già fatto due mandati stanno tornando a casa. I portavoce a 5 Stelle hanno introdotto standard di trasparenza, di legalità, di comportamento nelle istituzioni che erano sconosciuti al marciume politico italiano e che dovranno divenire patrimonio collettivo. Onestà, trasparenza, disinteresse, ricambio, coerenza verso gli elettori, politica come servizio verso gli altri, sono valori fondanti di una democrazia moderna, sono cultura di fondo, sono le basi comuni su cui poi sviluppare le diverse idee. La priorità di oggi é risanare la democrazia, solo dopo potremo ricominciare a svolazzare coi distinguo. La priorità di oggi è ripulire le istituzioni, liberarci dalla corruzione, dalle caste, dalla politica come business, dai conflitti d’interesse, dalle criminalità, dalla prigionia di stampa, dall’arrivismo spregiudicato e da tutte quelle storture che ci inchiodano in questo sempiterno letamaio. Il Movimento mira quindi a risanare le ragioni profonde per cui milioni di cittadini hanno deciso di astenersi. Questo va capito, questo va spiegato. Il 4 marzo non si sceglie tra partiti e coalizioni, non si sceglie tra i soliti leader di cartone, ma si sceglie tra passato e futuro, tra vecchio e nuovo, tra coloro che hanno deturpato l’Italia e cittadini che non si vogliono rassegnare e si mettono a disposizione per ricostruire la nostra democrazia.

Tommaso Merlo

Passaparonlio

 

O Roma o Forte

Per chi avesse ancora dubbi sul fatto che viviamo in un paese in cui la politica è semplicemente una tragicomica sceneggiata, con le sedicenti “destra” e “sinistra” spacciate per alternative, quando sono, in realtà, un unico spolverino double face, buono per tutte le stagioni, l’adulazione servile dei mezzi di informazione (*) per la figura, tanto opaca quanto arrogante, dell’ultimo presidente francese, creato nei laboratori del governo occulto del mondo, dovrebbe essere più che sufficiente.

Se così non fosse, potremmo narrarvelo in prosa

Al trombone Giuliano sul Foglio,

fa da eco Giuliva trombetta.

“Senza lui questo stato è un imbroglio”,

si lamenta il panzuto forchetta

“Questo è un fusto, davvero non sbaglio”

su Rai 3 la “compagna” s’affretta!

Tutt’e due spergiurando alla morte

“a noi manca, davver, l’uomo forte!”

….e se ancora davver non credete, …. non ci resta che dirvelo in rete:

Buon passaparola a tutti

Italia Arlecchino: servi di tutti i padroni

L’Italia entra in un periodo elettorale e vorrei sottolineare quanto sono stato contento di lavorare con Gentiloni, la sua azione in Italia, in Europa, con la presidenza del G7 e al Consiglio di sicurezza dell’Onu ha consentito di avviare una nuova dinamica. Spetterà al popolo italiano esprimersi, ma consentitemi di dire che l’Ue ha avuto molta fortuna ad avere Gentiloni in questi ultimi mesi. Il mio auguro è che potremo continuare il lavoro che abbiamo cominciato” Emmanuel Macronthschild

Purtroppo, la maschera che meglio esprime il carattere nazionale è quella di Arlecchino, l’infido servitore senza livrea, o meglio con un costume rattoppato di mille colori, reso celebre da Carlo Goldoni in tante commedie. L’Arlecchino contemporaneo ha superato quello della commedia dell’arte: servo di due padroni l’antico, al servizio di qualsiasi signore l’attuale. E’ cronaca recente l’abbraccio tra Gentiloni e Macron.

“O patria mia, vedo le mura e gli archi. E le colonne e i simulacri e l’erme torri degli avi nostri. Ma la gloria non vedo……ahi, serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”

Leggi tutto, medita e passaparola

Nuovo TG3 RAGGIonale

Per potenziare la pluriennale attività di propaganda di regime e denigrazione dell’avversario, in vista delle ormai imminenti elezioni del 4 marzo, all’Istituto Rai Luce hanno addirittura concepito il nuovo format del

grazie al quale non passa giorno che i romani e gli italiani del Lazio tutti, non vengano edotti scrupolosamente sulle buche, la spazzatura, il dissesto dei trasporti nella capitale – solo per citare alcuni dei misfatti più gravi – frutti evidenti della inaffidabilità della giunta pentastellata, incapace persino nella gestione degli addobbi natalizi.

Forse nostalgica delle “buone pratiche” all’epoca delle precedenti amministrazioni –  in ATAC, per fare un esempio, amici e parenti di politici a rimpinguare l’organico di impiegati mentre servivano autisti e operai, sistema di doppia bigliettazione in cui erano coinvolti vertici aziendali, truffa dei pneumatici usati comprati come nuovi, “cubiste” assunte come amministrative per gli acquisti di pezzi di ricambio del valore di 5 euro, pagati 20 volte tanto, ecc – e  più ancora delle festose cene di sindaci e ministri (panzoni e Panzironi, Carminati e buzziconi, sponsor selezionati dal fior fiore della “bellavita organizzata” della Magliana) questa teppaglia, abusiva del servizio pubblico televisivo, non si rende conto fino in fondo della propria bassezza e volgarità.

“Siamo orgogliosi della Rai. Ha educato intere generazioni, ora deve essere un grande soggetto che porta per la mano l’Italia”. Così diceva qualche mese fa, verosimilmente equivocando sulla parte anatomica a cui si riferiva, l’inqualificabile bulletto di Rignano che ha incaprettato, nel senso malavitoso del termine, il servizio pubblico televisivo del nostro paese, come neanche al suo padre putativo di Arcore era riuscito di fare.

Per sua disgrazia (e per nostra fortuna), però, per capire come va il mondo, non mancano fonti alternative. Leggi qui, medita e, soprattutto, passaparola, se non vuoi dargli RAGGIone!.

Quelli che “la disoccupazione è tornata ai livelli del 77”

Quelli che “la disoccupazione è tornata ai livelli del 77” (*)

Il Secolo d’Italia, ma anche il sito di SEL (trovate le differenze), ma anche l’Unione Sarda, ma anche l’AGI, ma anche Milano Finanza, ma anche tanti altri, hanno diffuso pochi giorni fa la notizia secondo la quale in Italia la disoccupazione sarebbe tornata ai livelli del 1977. Questo a seguito della pubblicazione degli ultimi dati Istat, che indicano come in agosto il tasso di disoccupazione sia arrivato al 12,1%. Sembra quindi di capire (questo almeno suggeriscono i titoli) che nel 1977 la disoccupazione fosse al 12%. Ora, il grafico del tasso di disoccupazione in Italia dal 1960 ad oggi è qui (tutti i dettagli sulle fonti statistiche li trovate qui):

C’è però un problemino. È abbastanza evidente come nel 1977 la disoccupazione fosse ben lontana dal 12%: il dato annuale si attestò attorno al 7% (cinque punti in meno di quanto hanno detto o suggerito praticamente tutte le testate italiane).

Caso vuole che in questo periodo del semestre debba parlare nel mio corso dei fallimenti del mercato, fra i quali si annovera la disoccupazione. E così, quando ho mostrato questo grafico in classe, i miei studenti non ci potevano credere: “Ma come! Ma negli anni ’70 la disoccupazione non era a due cifre!? Ma se le cose stanno così, bisogna scrivere ai giornali, bisogna chiedere di rettificare…”.

Benedetti ragazzi! Quanta foga! In fondo, cos’è successo? Una bazzecola, una banalità. Il cronista di turno ha sbagliato preposizione: avrebbe dovuto dire “ai massimi dal 1977”, e invece, ooooops!, gli è scappato un “ai massimi del 1977”. Un peccato veniale, non trovate?

No. Io personalmente non lo trovo tale, e per un motivo molto semplice. Perché, pur non supponendo un’intenzionalità in chi ha commesso questo errore, pur nell’assoluta certezza della sua buona fede e della sua coscienza professionale, devo riconoscere che questo errore si inquadra in un processo molto pericoloso: quello di riscrittura della storia economica italiana in termini totalmente menzogneri e ideologicamente orientati. È esattamente il Bispensiero di Orwell in azione: “Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”.

Ai giovani che eventualmente mi leggessero, faccio notare che chi controlla il presente, oggi, usa i mezzi di informazione appunto per controllare il passato, cioè per riscriverlo, e questo gli serve a controllare il futuro. In che modo? Semplice: cercando in tutti i modi di darvi l’idea che quando l’Italia aveva un minimo di autonomia monetaria, e quindi fiscale, le condizioni di vita dei suoi abitanti fossero disastrose (disoccupazione a due cifre, impoverimento generalizzato delle classi meno abbienti, ecc.).

Quello che vogliono suggerirvi, in questo modo, è che in fondo vi convenga, cari giovani, rassegnarvi a un futuro nel quale l’Italia sia ancora meno arbitra del proprio destino – che poi, se siete giovani, in effetti sarebbe il vostro. Insomma, vogliono inculcarvi subliminalmente l’idea che il popolo italiano debba cedere definitivamente la propria sovranità, l’idea che l’euro abbia sì dei problemi (solo un cialtrone potrebbe negarli oggi), ma che in fondo quando ne eravamo privi si stesse peggio. Vogliono cioè convincervi che se oggi soffriamo una crisi economica senza precedenti, la colpa non è di una cosa che prima non c’era (appunto, l’euro), ma nostra: perché siamo corrotti e inadeguati. E quindi, prosegue il ragionamento, se mai riprendessimo in mano il nostro destino, non potremmo che fare disastri, come negli anni ’70 (dei quali, quindi, occorre dare una rappresentazione a tinte il più possibile fosche).

Ma chi vuole raccontare questa storia, per privarvi del vostro futuro e della democrazia, un problemino ce l’ha, e avete capito qual è: deve mentirvi. Nel 1977 la disoccupazione era al 7% e non al 12%, e i motivi li sa chiunque abbia passato un triennio di economia.

Cari giovani e non, procurarsi i dati e imparare a leggerli è una grande seccatura. L’alternativa è una vita da schiavi. E chi sono io per dirvi cosa scegliere? Fate voi. Per quel che riguarda me, avrò sempre grosse difficoltà a convincermi della bontà di argomenti che devono essere sostenuti ricorrendo alla menzogna. Gli esempi in questo blog non sono mancati, e certo non mancheranno.

(*) fonte nonfake blogspot