Cara Lucia Annunziata

Cara Lucia Annunziata,

scissione-pd-italicum-tormenti-minoranza-diasporaapprezzando lo sforzo che ha fatto col suo articolo sulla “verità non detta”,  o meglio “non dicibile”, della doppia composizione del PD – il partito dell’uomo solo al comando, da un lato, e quello che nasce dalla “costola di sinistra”, dall’altro – da ex elettore che, come moltissimi, si è sentito profondamente tradito con la metamorfosi apportata dal cosiddetto giglio magico, mi sento di rispondere (per quel che vale) che la verità non dicibile, anzi non detta, è, in realtà, un’altra e far finta di non vederla, significa solo due cose: o si è in malafede, o si è incapaci di intendere e la cosa non è meno grave.

Matteo Renzi non è – e non è mai stato – di sinistra! E proprio lei, nella condizione privilegiata di ex presidente della Rai, tutt’ora in forza all’azienda di servizio pubblico televisivo, dovrebbe ben saperlo in virtù proprio di tale posizione privilegiata, attuale e pregressa.

A parte le scandalose misure introdotte come quelle sulla disciplina del lavoro e al netto del tentato golpe  del basta  un Sì di fresca memoria (solo per citare in parte esempi della natura reazionaria del governo del mai eletto premier di Rignano), è sotto gli occhi di tutti lo scandalo grave, nel quale lei stessa è totalmente immersa, dell’incaprettamento politico della Rai, a dispetto dei numerosi e menzogneri proclami di riforma fatti da Renzi anche su questo.

E questo per una ragione molto semplice che, senza presunzione e in assoluta onestà, ho cercato di denunciare come potevo in più occasioni, mettendolo anche per iscritto: “Matteo Renzi è, con tutta evidenza, la carta di sostituzione di Silvio Berlusconi, nel tragico tentativo di attuazione dell’unico “piano di rinascita democratica” di mai sopita ispirazione piduista”. Carta di sostituzione preparata con cura e allevata in tivvù.

A riprova, se ce ne fosse bisogno, le immagini più che le parole: l’annuncio da parte di Matteo Renzi della introduzione del Capo d’azienda in Rai punto estremo di perversione della sua proposta di riforma, è di indiscutibile “ispirazione Arcoriana”, come dimostrano le affermazioni pubbliche del 15/11/2012 di Giorgio Lainati (PdL) Vice presidente della Commissione di Vigilanza

Continuare a ignorare questa verità dei fatti è autolesionistico e, cosa più grave, preclusivo per qualsiasi ipotesi di rivitalizzazione della sinistra. E’ inutile girarci attorno: la gente lo ha capito e rifugge sempre più numerosa  dal PD meno L, etichetta assai dolorosa ma, visto il governo Renzi tenuto in piedi con le stampelle di Alfano e Verdini, quanto mai azzeccata.

Se è così, non c’è alternativa: ci vuole il coraggio d’accettare una sfida per niente leggera. Ma è l’unica via: abbandonare la nave alla sua deriva renzista e prendere il largo per tentare il salvataggio dei naufraghi dispersi negli ultimi anni.  Forse son pochi? ….. può darsi, ma di sicuro i migliori!

 

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