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Appello al Presidente della Repubblica

 

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

nel giorno della commemorazione delle vittime della strage di Capaci

 

Signor Presidente,

la storia d’Italia, dal dopo guerra a oggi, è caratterizzata da un unico tragico filo conduttore, costellato di eventi solo apparentemente disgiunti tra loro. Da Portella della Ginestra alle stragi più recenti, passando per non poche vittime illustri – Mattei, Pasolini, Moro …… – è un continuo susseguirsi di vicende accomunate da una costante inequivoca e incontrovertibile: sono tutte storie con punti interrogativi gravi che non hanno mai avuto risposta e sospetti più che ragionevoli di inquietanti ingerenze esterne. Abbiamo ottimi motivi per ribattezzare col titolo sfracelli d’Italia Il nostro inno nazionale.

In questo quadro si inserisce e va letta una delle più gravi responsabilità imputabili al soggetto pubblico che, per definizione, dovrebbe concorrere con attributi di chiarezza, completezza e correttezza, al servizio della società civile: il sistema dell’informazione ed in particolare il servizio pubblico televisivo, la Rai Radio Televisione Italiana, ente a ciò preposto e sostenuto per questa ragione con soldi dei contribuenti.

Tutti sono consapevoli della irregolarità del servizio pubblico televisivo in Italia ma dichiarazioni di denuncia verbale a parte, nulla si è mai fatto per contrastare la presenza di questa grave anomalia, per ovvii interessi di tutela del sistema. Negli ultimi anni, per giunta, il governo a guida del mai eletto premier Matteo Renzi, in un più generale quadro di devastanti e illegittime riforme costituzionali, ha prima annunciato e poi messo mano ad interventi che, concepiti all’insegna di un nuovo corso del servizio pubblico televisivo nel nostro paese, si sono in realtà rivelati di consolidamento e, più ancora, peggiorativi, rispetto al quadro esistente. Questo per una ragione semplicissima, che nessuno denuncia con la dovuta chiarezza: Matteo Renzi è in tutta evidenza la carta di sostituzione di Silvio Berlusconi, nello stesso e unico processo di sottomissione del Paese a poteri diversi da quelli della autentica volontà popolare.

E’ tempo di reagire, signor Presidente. E’ tempo di rinuncia alle commemorazioni ipocrite e alla melassa delle fiction televisive per tamponare la vergogna del negato diritto alla Verità. E’ tempo del coraggio della Verità che da troppi anni il Paese attende!

Da parte Sua, signor Presidente – a pieno titolo sia per la carica che ricopre che per la storia personale – è atteso l’esempio più alto. Non ci deluda.

Con deferenza, un cittadino italiano a nome di tanti,

Adriano Colafrancesco

Corriere della Repubblica – 21/5/2021

Corriere della Repubblica – 21 maggio 2021

Carlo Taormina: “Contesteremo a Virginia Raggi tutta la documentazione che abbiamo depositato relativamente alle spese da lei fatte sostenere al Comune di Roma negli anni in cui era sindaca …..… si tratta di 31 milioni di spese non documentalmente giustificate per le quali abbiamo tutti i documenti che certificano queste situazioni e non siamo solo noi a sostenere questo, ma c’è la Guardia di finanza che ha dato ragione alla nostra denuncia!”?

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Avvocato Taormina, su cosa punterà in particolare? “Noi abbiamo tutta la documentazione da cui risultano determinate spese ma non le causali di questi esborsi. Parliamo di pranzi, cene, colazioni e quant’altro senza che ci sia alcuna indicazione della ragione istituzionale di queste spese. Per cene e pranzi parliamo di 1 milione e mezzo di euro. Poi ci sono soldi versati alle grandi case di moda. O la vicenda del genio trasteverino, ovvero le iniziative culturali in cui venivano elargiti soldi a pioggia, non grandi cifre, ma un meccanismo che assomigliava a una distribuzione dei pani e dei pesci”.  Si tratta di 31 milioni di spese non documentalmente giustificate. Non siamo solo noi a sostenere questo, c’è la Guardia di finanza che ha dato ragione alla nostra denuncia. La Guardia di finanza ha fatto accertamenti dicendo che non si capisce a cosa siano serviti questi esborsi di denaro pubblico, sottolineando il fatto che mancassero i giustificativi”….leggi tutto …..approfondisci..continua a leggere ….non ti fermare …..Passaparola

Governare attraverso il Caos

GOVERNARE ATTRAVERSO IL CAOS

Ingegneria sociale e mondializzazione

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Arriva da Palazzo Reale a Milano il “sì” di Ivan Scalfarotto

che si è unito con il compagno Federico in unione civile

Le classi dirigenti hanno adottato il caos come metodo di governo più efficace per mantenersi al potere.  Quel caos che fingono di combattere, è la loro strategia privilegiata di controllo. Jacques Attali, il futurologo ebreo che ha creato artificialmente Macron, lo ha detto perfino chiaro nei suoi scritti e nelle conferenze. I dirigenti d’oggi non perseguono che due scopi; il primo realizzare un governo mondiale; l’altro, proteggere il governo mondiale da ogni rovesciamento e nemico, attraverso un sistema di sorveglianza generalizzato fondato sulla tracciabilità totale delle persone e delle cose. Come   si diventa padroni del mondo? “Centralizzando l’ordine e il potere attorno a una minoranza e spargendo il caos nel popolo, ridotto al livello di burattini nel panico”

Regole di Sauron a Washington

Regole di Sauron a Washington

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Il problema è che il mondo ha ascoltato gli americani molto a lungo“. Julian Osborne, dalla versione cinematografica del libro di Nevil Shute del 1957, On the Beach

 

Un lettore mi ha chiesto perché i neoconservatori spingano verso la guerra nucleare, quando non ci possono essere vincitori. Se tutti muoiono, qual è il punto? La risposta è che i neoconservatori ritengono che gli Stati Uniti possano vincere con pochissimi, e forse senza, danni.

Il loro piano folle è il seguente: Washington metterà in difficoltà la Russia e la Cina con basi missilistiche anti-balistiche, utili per fornire uno scudo difensivo da loro eventuali ritorsioni. Queste basi anti-ABM statunitensi possono anche dispiegare missili nucleari sconosciuti alla Russia e alla Cina, la cui gittata riduce il lasso temporale di segnalazione a cinque minuti, lasciando alle vittime pochissimo tempo per prendere decisioni.

I neoconservatori ritengono che il primo attacco di Washington danneggerà in tal modo le capacità di ritorsione russe e cinesi, al punto che entrambi i governi si arrenderanno piuttosto che lanciare una risposta. Le dirigenze russe e cinesi arriverebbero alla conclusione che i loro ICBM non potrebbero superare lo scudo ABM di Washington, lasciando gli Stati Uniti in gran parte intatti. Una debole rappresaglia da parte della Russia e della Cina rappresenterebbe pertanto un invito ad un secondo attacco nucleare statunitense che, a quel punto, distruggerebbe città russe e cinesi, uccidendo milioni di persone e lasciando entrambi i loro paesi in rovina.

In breve, gli scommettitori americani ritengono che le dirigenze russe e cinesi dovrebbero abdicare piuttosto che rischiare la distruzione totale.

Non c’è dubbio che i neoconservatori siano sufficientemente malvagi per lanciare un attacco nucleare preventivo, ma forse il piano intende mettere la Russia e la Cina in una situazione in cui i loro leader concludono che il gioco è fatto contro di loro e quindi devono accettare l’egemonia di Washington.

Per sentirsi sicura nella sua egemonia, Washington dovrà ordinare alla Russia e alla Cina di disarmare. Questo piano è pieno di rischi. Gli errori di calcolo sono una caratteristica della guerra. È sconsiderato e irresponsabile rischiare la vita del pianeta per nient’altro che l’egemonia di Washington.

Il piano pone in evidenza l’alto rischio per l’Europa, il Regno Unito, il Giappone, la Corea del Sud e l’Australia, a fronte di ritorsioni di Russia e Cina. Lo scudo ABM di Washington non può proteggere l’Europa dai missili da crociera nucleare della Russia o dalla forza aerea russa, al punto che l’Europa smetterebbe di esistere. La risposta della Cina colpirebbe Giappone, S. Corea e Australia.

La speranza russa e quella che le persone sane tra i vassalli di Washington, capendo di essere a rischio, un rischio da cui non avrebbero nulla da guadagnare e tutto da perdere, rifiutino il loro vassallaggio a Washington e rimuovano le basi statunitensi. Deve essere chiaro ai politici europei che sono trascinati in conflitto con la Russia. Questa settimana il comandante della NATO ha detto al Congresso degli Stati Uniti che aveva bisogno di finanziamenti per una maggiore presenza militare in Europa per contrastare una “Russia in ripresa”.

Esaminiamo cosa significhi “una Russia in ripresa”. Significa una Russia forte e fiduciosa di difendere i propri interessi e quelli dei suoi alleati. In altre parole, la Russia è stata in grado di bloccare l’invasione pianificata della Siria da parte di Obama e di bombardare l’Iran e di consentire alle forze armate siriane di sconfiggere la forza ISIS inviata da Obama e Hillary per rovesciare Assad. La Russia è “risorgente” perché la Russia è in grado di bloccare le azioni unilaterali statunitensi contro alcuni altri paesi.

Questa capacità spiega la dottrina neoconservatrice di Wolfowitz, secondo cui l’obiettivo principale della politica estera statunitense è quello di impedire l’accrescimento di qualsiasi paese che possa svolgere una funzione di controllo dell’azione unilaterale di Washington.

Mentre i neocon sono stati assorbiti nelle loro guerre “cakewalk”, che finora sono durate 16 anni, la Russia e la Cina sono emerse come controllori sull’unilateralismo di cui Washington aveva goduto fin dal crollo dell’Unione Sovietica. Ciò che Washington sta cercando di fare è ricuperare la sua capacità di agire in tutto il mondo senza alcun vincolo da parte di altri paesi. Ciò richiede che la Russia e la Cina si sottomettano.

La Russia e la Cina si fanno da parte? È possibile, ma non scommetto sulla vita del pianeta. Entrambi i governi hanno una coscienza morale che manca totalmente a Washington. Né il loro governo è intimidito dalla propaganda occidentale. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato ieri che sentono infinite accuse isteriche contro la Russia, ma le accuse sono sempre prive di qualsiasi prova.

Si può credere che la Russia e la Cina potrebbero sacrificare la loro sovranità per il bene della vita sulla terra. Ma la loro stessa coscienza morale li spingerà ad opporsi al male che è Washington. Pertanto penso che il male che regna a Washington stia conducendo gli Stati Uniti ei suoi stati vassalli alla totale distruzione.

Una volta che le dirigenze russe e cinesi si sono convinte che Washington intende colpire i loro paesi in un attacco a sorpresa, la domanda è come possono reagire la Russia e la Cina? Stanno lì ferme e aspettano l’attacco o lo prevengono con un loro attacco?

Tu cosa faresti? Salveresti la tua vita sottomettendoti al male, o distruggeresti il male?

Si scrive come veritiero che il mio nome viene messo in lista (finanziato da chi?) come “ingannatore agente russo”. In realtà, sono un agente di tutte le persone che non accettano la volontà di Washington di usare la guerra nucleare per stabilire l’egemonia di Washington. Ma capiamo cosa significa essere un “agente russo”.

Significa rispettare il diritto internazionale, cosa che Washington non fa. Significa rispettare la vita, cosa che Washington non fa. Significa rispettare gli interessi nazionali di altri paesi, cosa che Washington non fa. Significa rispondere alle provocazioni con la diplomazia e le richieste di cooperazione, cosa che Washington non fa. Ma la Russia fa. Chiaramente, un “agente russo” è una persona morale che vuole preservare la vita e l’identità nazionale e la dignità di altri popoli.

È Washington che vuole svicolare dalla morale umana e diventare padrone del pianeta. Come ho scritto in passato, Washington senza dubbio è Sauron.

L’unica questione che conta è se ci sia abbastanza parte del mondo per resistere e superare il male di Washington.

Paul Craig ROBERTS

Assistente Segretario del Tesoro nell’amministrazione Reagan

Sparaballe in magliette gialle

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… è semplicemente il loro solito modo di prenderci per i fondelli, nella convinzione che loro sono furbi e noi grulli, che la menzogna sia una virtù del politico e la dabbenaggine un dovere della plebe, e  che la nostra condizione di assoggettati, ricattati, intimoriti ci obblighi a credere alle loro pretese di innocenza, alla loro malinconia di perseguitati dalla macchina del fango che oltraggia perfino i loro affetti filiali.

(Anna Lombroso – Simplicissimus)

La festa della mammar

Che gender di televisione è quella che imperversa nelle case degli italiani, ormai tutta omologata sull’abbrutimento civile spacciato per emancipazione e conquista? A chi e a che cosa serve il suo ossessivo martellamento tematico centrato su una rappresentazione distorta della natura umana?

Procediamo con ordine. Una cosa per volta.

Così sulla pagina dell’Ufficio Stampa Rai del 3 novembre 2016:

RAI3: STATO CIVILE – L’amore è uguale per tutti

Da quest’estate, con l’approvazione del ddl Cirinnà, dal Nord al Sud nelle grandi città e nei piccoli centri hanno iniziato a celebrarsi le prime unioni civili. Una svolta di vita per tante persone che, fino ad ora, avevano incontrato difficoltà e ostacoli nella realizzazione quotidiana della propria vita in comune. “Stato civile – L’amore è uguale per tutti”, da giovedì 3 novembre alle 23.15 su Rai3, racconterà in sei puntate questa “nuova” Italia attraverso il vissuto di 12 coppie. 

Da allora – non sei puntate, ma più di sei mesi di puntate – come balsamo socioterapeutico, la trasmissione serale delle ventitré e quindici del giovedì non manca all’appello. Damigella d’onore, su La 7, il rapido flash nella sigla del sabato sera delle Otto e mezzo di Lilli Gruber, damigello d’orrore, per Mediaset, il piagnisteo omosex nel mitico lacrimatorio di C’è posta per te di Maria De Filippi.

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C’è da chiedersi perché questa sistematica e scientifica ostentazione mediatica, se non per fini che vanno molto al di là di quella che si vorrebbe far passare come una forma di emancipazione, di cui il consorzio umano sarebbe stato sin qui privato dalla protervia bigotta di una visione tradizionale e conservatrice che si ostina a ritenere più che lecita la distinzione naturale (e complementare) dei sessi.

La risposta l’ha data in modo impeccabile Elisabetta Frezza, giurista e madre di famiglia, che, in un pubblico intervento, ha descritto con cura origini, natura e fini dell’ideologia gender: – “… un’opera, di ingegneria sociale predisposta per deformare la realtà e sostituirla con una pseudo realtà immaginifica …..una manovra planetaria di destrutturazione dell’identità dei singoli, di demolizione della famiglia, di distruzione della società a partire dalle sue fondamenta” – emanazione di un oscuro disegno attuato dai grandi gruppi di potere finanziario.

Le tecniche attuative sono invece riportate con assoluta chiarezza nel saggio di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta, “La fabbrica della manipolazione” (terzo capitolo di “tecniche di propaganda”), che, a nostro avviso, dovrebbe trovare un posto obbligatorio nei programmi di tutte le scuole superiori, a dispetto della “buona squola” affidata (forse non a caso) alle cure della (presunta) diplomata ministra Valeria Fedeli.

In primo luogo desensibilizzazione: ”bisogna inondare la società di messaggi e modelli gender, fino a renderli noiosi; in questa maniera l’opinione pubblica si abituerà a considerare “normali” tali comportamenti e modelli, senza nemmeno rendersi conto del cambiamento in atto”; in secondo luogo bloccaggio: ”ovvero mettere in atto censura preventiva di ogni tipo di opposizione alla ideologia gender, bollando come bigotta, discriminatoria e persino nazista qualsiasi manifestazione di dissenso e mettendo in luce le sofferenze che, ad esempio, le comunità dei gay si troverebbero a  patire a causa di tali prese di posizione”. (Paul E. Rondeau, consulente di Corporate America, sul tema dela conversione dell’opinione pubblica alla ideologia gender”)

In poche righe una fotografia perfetta del mondo che non vede intorno a sé solo chi non vuol vedere. Ma, ancora una volta, perché? Dov’è che si vuole andare a parare?

Lo spiegava Repubblica il 4 luglio 2014, comunicando lasvolta democratica di Facebook che, anche in Italia, offre ai suoi utenti la possibilità di impostare il proprio profilo scegliendo la propria identità di genere tra 58 varianti diverse: agender, cisgender, pangender, gender fluid, gender questioning, gender variant, ecc. …..”, insomma, una nuova umanità per tutti i gusti e tutte la tendenze, questo lo scopo.

A quando la festa della mammar?.

OBACRONZI

E vai! E’ andata anche questa: ha vinto

OBACRONZI

puppet-master E’ in atto, con tutta evidenza, una forsennata azione di scassinamento globale, ad opera di potentati mondialisti che, accecati dalla loro stessa nequizia, non si rendono neanche più conto di come, in realtà, nel perpetrare i loro crimini umanitari, sempre più evidenti trapelano, agli occhi disincantati, le corna e le code luciferine, a firma del loro operato. Ultima la creazione del neo eletto alla gloria del governo di Francia, a pieno titolo voluto (e imposto) dal Grande Fratello come già fu per i suoi illustri colleghi d’Europa e d’oltreoceano.

E’ tempo di risveglio dal torpore mediatico in cui siamo immersi, prima che sia troppo tardi.

Per questo, non mancano appelli. Vivo e assolutamente pertinente, quello di Marcello Foa – “intellettuali sovranisti, è ora di unirsi” che invoca la vera coesione possibile e auspicabile tra i popoli del vecchio continente, per l’edificazione di una vera Europa della cooperazione e della solidarietà, nel rispetto delle identità.

“Viviamo in un mondo sempre più complesso, in cui l’apparenza non risponde alla realtà.“  Gli esempi sono innumerevoli.

Buona lettura e passaparola

Illustre presidente Mattarella,

Illustre presidente Mattarella,

senfrlei pensa davvero che, ormai giunti al via libera per le coppie contro natura, gli italiani siano disposti ad accettare spudorati accoppiamenti clandestini, come quello recente tra il nostro Presidente del Consiglio e uno dei rappresentanti più sfacciati della plutocrazia esoterica del pianeta?

Cosa dobbiamo aspettarci ancora? Cos’altro sta per apparire sulla scena di questo Paese agonizzante, ad opera delle fulgide menti neoliberiste, costantemente e alacremente impegnate a edificare rivoluzioni improbabili, perché l’essere umano, autodeterminandosi, riscopra la sua vera natura ermafrodita?

Che cosa aveva da dire di tanto urgente e riservato Gentiloni, capo di governo designato dai potentati finanziari a perpetrare la spoliazione del nostro Paese, a George Soros finanziatore dell’invasione africana d’Italia?

Cosa è venuto a ricordare il filantropo della società aperta (ad ogni abominio), nell’epoca dei mercanti di migranti, al nostro capo di governo? Forse che sono sempre possibili nuove forme di speculazione finanziaria che devastino il nostro Paese ancor più di quanto non fu da lui fatto, all’epoca del suo predecessore Ciampi, nel caso non siamo allineati adeguatamente alle regole del Grande Fratello?

C’è bisogno di un cambiamento autentico, Presidente. C’è bisogno che il Paese riscopra il merito e che chi lo rappresenta al massimo livello istituzionale denunci con forza la vergogna dell’occultamento mediatico delle istanze migliori, come nel caso della visita ad Harvard del giovane vice presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio.

Ciò che avete ascoltato è uno dei più interessanti e sensati tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica (…) nuovi politici e nuovi candidati capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce”. ARCHON FUNG (Professor of Democracy and Citizenship ad Harvard).

Molto bravo e maturo, dopo vent’anni di cazzari preoccupati solo di sembrare di successo (e, peggio, convinti che il successo sia l’unico valore), finalmente un discorso politico, in cui si fanno proposte e si ammettono le difficoltà che si incontreranno, il tutto esposto con competenza e una pacatezza ormai inconsueta in Italia”. FRANCESCO ERSPAMER  (Prof. Italiano ad Harvard)

Questo hanno detto di lui, nel silenzio tombale dei mezzi di comunicazione, perversamente incaprettati nel nostro Paese!

Mi rifiuto di credere, Presidente, che lei, massimo garante della nostra Costituzione Repubblicana, si riconosca in un quadro di così elevata scelleratezza, al punto di non sentirsi in dovere di intervenire e pronunciare parole di condanna di un tanto grave e grottescamente ridicolo degrado civile e morale del Paese!

E’ tempo di farla finita con i perbenismi di facciata, di ipocrita tolleranza, signor Presidente! E’ tempo di scelte coraggiose, sgombrando il campo dai macabri equivoci di una male intesa globalizzazione a danno delle nazioni, perché queste ritrovino il senso alto della propria unità nel rispetto della propria storia e tradizione.

Viva l’Italia, signor Presidente

Adriano Colafrancesco

Dedicato ai giornalisti italiani

Dedicato ai giornalisti italiani

fra-copia-copia La divertentissima kermesse mediatica sulla riscossa di Matteo Renzi, trionfatore delle primarie PD, trova nelle parole di Dario Franceschini – apice della sua tragicomicità – la sintesi estrema della deriva drammatica dell’antica tradizione gramsciana: “volevamo un leader forte e abbiamo avuto un leader forte”. Così si è espresso, incurante del ridicolo, il ministro del governo del conte Gentiloni Vien dal Nulla, mentre, in preda a irrefrenabili esternazioni di entusiasmo, a pochi metri di distanza, sulle terrazze della sede di via del Nazareno, si esibiva l’inedita coppia Boschi-Migliore, a sua volta sintesi sincretica della nuova sionistra italiana..

Non c’è nulla da fare: più gli italiani si ribellano alla indegnità di una classe politica che paventa, senza vergogna, formule di promiscuità vomitevole pur di sopravvivere e mantenere i propri privilegi, più questi personaggi, stucchevolmente monotoni nell’eloquio, sfoggiano arrogante disprezzo del comune sentire, ormai fisicamente palpabile nelle vie e nelle piazze di tutti i centri urbani che costellano monti e pianure della nostra penisola!

A incoraggiarli in tanta miserabilità l’intero apparato mediatico, salvo poche ma qualificate eccezioni.

“Matteo Renzi ha fatto dei giornalisti il suo braccio armato. Sono più importanti dei politici, bravi soprattutto nel manganellare i suoi nemici. Se ai tempi di Berlusconi c’è stato l’editto bulgaro, oggi è peggio. Il primo cercava dei trombettieri, questo invece dei mazzieri, che distribuiscono le carte del gioco politico. In troppi non vedono l’ora di assecondare la sua sete di potere, fanno a gara. Così, il premier e il suo Giglio Magico, dalla Boschi a Lotti, non rispondono mai a domande libere, cercano solo trasmissioni e testate in cui gli intervistatori non li metteranno mai in difficoltà su questioni scomode. Ed evitano tutte le altre. Non si erano mai visti tanti giornalisti cominciare la giornata a Palazzo Chigi, per pianificare il lavoro, vedere chi bastonare e come. Il Cavaliere aveva un rapporto sgangherato con la comunicazione. C’erano giornalisti fan come Emilio Fede, però relegati in un circuito pittoresco, presi in giro da tutti. Il gioco, allora, era chiaro. Uno come Beppe Severgnini si esprime su Renzi né più e né meno di come Fede faceva con Berlusconi, ma nessuno osa deriderlo, anche per l’autorevolezza della testata, Il CorSera, dove scrive. Per fare un omaggio a Renzi uno come Gianni Riotta ha usato un tweet in cui celebrava il compleanno di tutt’e due nello stesso giorno, come un grande onore. È davvero imbarazzante”. Pietrangelo Buttafuoco

A loro, ai nuovi frati predicatori dell’Ordine dei Franceschini ricordiamo se è vero, come dice il nuovo imposto impostore toscano che “antitodo del populismo è il popolo”, è ancor più vero che “antitodo al giornalismo farlocco sono i lettori”. Ma soprattutto, rammentiamo loro, che servono uomini che risveglino la coscienza non uomini che ipnotizzano le masse e che l’art. 728 del codice penale – Trattamento idoneo a sopprimere la coscienza o la volontà altrui – afferma che “chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o d’ipnotismo, o esegue su lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità della persona, con l’arresto da uno a sei mesi o con l’ammenda da Euro 30,00 a 516,00

PASSAPAROLA